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Fantavending - News e gossip dal mondo della distribuzione automatica

Martedì 6 ottobre 2026

Il cashless diventa un’abitudine, anche per le piccole spese

I pagamenti digitali entrano sempre più nelle abitudini quotidiane degli italiani. Nel 2025 le operazioni su POS con carte di debito e prepagate hanno raggiunto i 10,6 miliardi, crescendo del 14,8% nel numero e del 9,1% nel valore transato. È quanto emerge dalla 24esima edizione dell’Osservatorio Carte di Credito e Digital Payments, curato da Assofin, Ipsos Doxa e Nomisma con il contributo di CRIF, presentato la settimana scorsa.

La crescita riguarda anche le carte di credito: le transazioni hanno superato quota 1,8 miliardi, con un aumento del 6,9% e un importo medio sceso a 62 euro. L’Osservatorio segnala un impiego più frequente per acquisti quotidiani e di piccolo importo, favorito dalla diffusione del contactless e dei portafogli digitali.

L’Osservatorio riguarda i pagamenti nel loro complesso e non misura l’utilizzo del cashless nei distributori automatici. Per noi che ci occupiamo di vending, però, offre uno spunto concreto: se carta e smartphone diventano strumenti abituali anche per le piccole spese, è ragionevole aspettarsi che questa familiarità accompagni il consumatore anche davanti al distributore, quando acquista un caffè o uno snack.

Per il gestore, la riflessione riguarda quindi la facilità d’acquisto. Rendere semplice e immediato il pagamento può aiutare ad assecondare queste abitudini, valutando naturalmente costi e caratteristiche delle singole postazioni. Dai dati non possiamo ricavare una promessa di maggiori battute, ma un’indicazione sì: anche la pausa caffè deve fare i conti con il modo in cui le persone si abituano a pagare.

Ragazzo ripreso di lato mentre paga con lo smartphone a un distributore automatico.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Bevande analcoliche, vendite in crescita del 5,4% in Europa

Le vendite di bevande analcoliche crescono del 5,4% e raggiungono i 109 miliardi di euro nei sei mercati europei esaminati da Circana. L’analisi, pubblicata il 1° ottobre, riguarda il largo consumo nei dodici mesi terminati a giugno 2026 in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito.

A contribuire alla crescita sono anche la maggiore spesa per bevande sportive, energy drink e bevande a base di yogurt. Circana collega questa evoluzione alla disponibilità di un’offerta più ampia e all’attenzione dei consumatori verso prodotti che rispondano alle loro esigenze di benessere.

Guardando alle quantità vendute, l’acqua naturale registra un aumento del 5,2%, così come le bevande vegetali. Ancora più marcata la crescita delle bevande a base di yogurt, che raggiunge il 12,3%. Sono dati sui volumi: aiutano quindi a capire quali categorie stiano vendendo di più anche in termini di quantità.

Interessanti anche le risposte raccolte tra i consumatori: il 44% dichiara di acquistare più acqua in bottiglia, il 31% più succhi e smoothie e il 29% più tè e caffè. Quest’ultimo numero va letto per quello che è: una quota di intervistati che afferma di aver aumentato gli acquisti, non una crescita del 29% delle vendite della categoria.

Per il vending, a nostro avviso, sono indicazioni utili quando si ragiona sull’assortimento. L’acqua merita attenzione, ma anche l’evoluzione delle altre bevande suggerisce di verificare quali prodotti trovino spazio nelle singole postazioni. Il passaggio decisivo resta quello dai dati di mercato alle vendite del proprio distributore: questi numeri descrivono il largo consumo europeo e vanno utilizzati come spunti da verificare sul campo.

Tre giovani bevono acqua, succo d’arancia e tè freddo durante una pausa all’aperto.

Immagine creata con intelligenza artificiale

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