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Fantavending - News e gossip dal mondo della distribuzione automatica
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Venerdì 2 ottobre 2026 |
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Università Sapienza, la rivoluzione si fa con i soldi dei gestori
Speriamo che gli studenti che hanno scritto e promosso questo volantino non frequentino la facoltà di Economia. Altrimenti qualche lezione sui meccanismi delle imprese deve essere andata persa. Alla Sapienza di Roma, l'organizzazione giovanile "Cambiare Rotta" invita a boicottare i distributori automatici contro un aumento di dieci centesimi su snack e bevande. Nello stesso testo, però, gli autori spiegano che sta aumentando tutto: carburanti, bollette, prodotti alimentari. Tutto, evidentemente, tranne i prezzi dell’azienda che dovrebbe continuare a servirli.
I prezzi alla Sapienza erano bloccati dal 2022. Quattro anni senza aumenti, mentre i costi per garantire il servizio continuavano a crescere. Il vending è una logistica avanzata: acquista prodotti, gestisce magazzini, fa viaggiare furgoni, rifornisce le macchine, le pulisce e le ripara. Dietro ogni distributore ci sono persone che lavorano e stipendi da pagare. Se aumentano i costi, anche queste imprese devono poter adeguare i prezzi per mantenere sostenibile il servizio, oppure la difesa dei lavoratori vale soltanto finché non bisogna riconoscere il costo del loro lavoro?
Poi c’è la Sapienza. Gli studenti scrivono che l’università può controllare i prezzi all’interno dell’ateneo e chiedono alla rettrice di farli abbassare. Ma nel volantino manca una domanda fondamentale: quanto incassa l’università dai distributori automatici? Lo sanno del canone milionario che riceve ogni anno l'Università e quanta parte del prezzo che trovano in macchina entra nelle sue casse? Se l’ateneo vuole contribuire a contenere i prezzi, si metta quindi sul tavolo anche una riduzione del canone che chiede al gestore.
Gli studenti non vogliono pagare la guerra. Lo capiamo. Ma nemmeno i gestori devono pagarla, assorbendo tutti i rincari mentre continuano a garantire il servizio, pagare i lavoratori e riconoscere il canone all’ateneo. Se vogliono boicottare il caffè il mercoledì, facciano pure, ma sappiano che fare la rivoluzione con i margini delle imprese e il lavoro degli altri è fin troppo facile.
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Pagamenti, nasce la sfida europea a Visa e Mastercard
L’Europa prova a costruire un’alternativa a Visa e Mastercard mettendo in collegamento i propri sistemi di pagamento. Il 30 settembre è stata annunciata la costituzione di European Network for Payments (ENP), società partecipata dall’italiana BANCOMAT insieme a Bizum, EPI Company/Wero, SIBS-MB WAY e Vipps MobilePay. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dai grandi circuiti internazionali.
La nuova società avrà sede a Madrid e svilupperà un’infrastruttura comune per far dialogare le soluzioni aderenti, mantenendo i rispettivi marchi e le modalità di utilizzo. Alla base ci saranno i pagamenti istantanei da conto a conto. In pratica, il progetto punta a consentire agli utenti di utilizzare il proprio servizio anche per pagare oltre i confini nazionali, all’interno della rete.
Il punto di partenza è significativo: secondo i promotori, le soluzioni coinvolte servono già complessivamente circa 130 milioni di utenti in 13 Paesi europei. Una base sulla quale costruire l’interoperabilità. I cinque fondatori avranno quote paritetiche e potranno concordare l’ingresso di altri operatori europei che rispettino i requisiti della rete.
L’avvio operativo è atteso dal 2027, secondo quanto riportato da Fortune Italia, e procederà per fasi. Si partirà dai trasferimenti transfrontalieri tra persone, per estendere successivamente il servizio agli acquisti online e ai pagamenti nei negozi tramite POS. La nascita della società, quindi, è un passaggio concreto, ma la realizzazione tecnica è ancora in corso.
Per il vending, a nostro giudizio, è una novità da seguire soprattutto sul piano della concorrenza e dei costi. Il comunicato non presenta però tariffe né indicazioni specifiche sull’accettazione ai distributori automatici. Prima di parlare di vantaggi per i gestori servirà capire come questa rete arriverà sulle macchine e a quali condizioni economiche. La sovranità europea dei pagamenti è un obiettivo importante. Per chi vende un caffè, resta altrettanto importante sapere quanto costa incassarlo.
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Milano e l’AI
Temo che una città come Milano, pilastro di un’economia bancaria, assicurativa e di servizi, sia uno dei primi castelli del vending a crollare sotto il peso dei trasferimenti di lavoro a macchine iperperformanti.
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Inattività distributore
Ho visto un dibattito acceso sulla questione da me aperta per il primo caffè, ma per tale non si intende il primo della mattina ma il primo dopo anche solo 30 min. di fermata dove un gruppo in plastica non trattiene calore.
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