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Fantavending - News e gossip dal mondo della distribuzione automatica

Venerdì 23 ottobre 2026

Un genitore su due sceglie le merendine per i figli. E il problema è il vending?

Le merendine nello zaino dei ragazzi le mettono i genitori! E lo fanno in tanti: secondo l’indagine “Merenda on the go”, realizzata da AstraRicerche per Unione Italiana Food, il 46,5% dei genitori intervistati le indica tra gli alimenti scelti per la merenda fuori casa dei figli. Praticamente uno su due. Allora una domanda vorremmo farla: perché quando quegli stessi prodotti si trovano dentro un distributore automatico, sotto accusa finisce il vending?

La ricerca è stata condotta online a metà settembre su 1.001 genitori italiani di bambini e ragazzi tra 6 e 14 anni che praticano almeno un’attività extrascolastica organizzata alla settimana. Parliamo quindi degli spuntini che accompagnano sport, corsi e impegni pomeridiani. Le merendine sono indicate praticamente alla pari con crackers e altri snack salati (46,4%), davanti a pane e panini preparati in casa (41%) e frutta fresca (36%). Tra le caratteristiche ricercate dai genitori, la praticità raggiunge l’84%: un’esigenza che chi lavora nel vending conosce molto bene.

Il dato interessante per noi è proprio questo: sono scelte delle famiglie. Non serve un distributore perché una merendina finisca nello zaino di un ragazzo. C’è un genitore che la compra, la porta a casa e la sceglie per lo spuntino del figlio. Eppure, nel dibattito sull’alimentazione dei giovani, al distributore viene attribuita con troppa facilità la responsabilità di proporre prodotti che fanno già parte delle abitudini quotidiane. Come se quelle abitudini nascessero davanti alle nostre macchine.

Una merendina non cambia ingredienti perché passa dalla confezione acquistata al supermercato alla spirale di un distributore. Non diventa più sana quando la offre un genitore e meno sana quando la vende un gestore.

Anche il vending deve fare la propria parte, offrendo varietà e alternative. Ma non possiamo continuare a ragionare come se bastasse togliere una merendina da una spirale per cambiare l’alimentazione dei ragazzi. Soprattutto se quella stessa merendina arriva comunque nello zaino, messa da mamma o papà.

La mano di un genitore inserisce due merendine confezionate nello zaino indossato da un bambino di circa dieci anni, visto di spalle.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Ovdamatic rinnova il sostegno all’Union Brescia

Ovdamatic continua a fare squadra con il calcio bresciano. La società di gestione ha rinnovato la partnership con l’Union Brescia per la stagione 2026/27, confermando il proprio sostegno al club biancazzurro, impegnato nel girone A del campionato di Serie C. L’annuncio è stato pubblicato il 19 ottobre sul sito ufficiale della società sportiva.

Per l’azienda si tratta della prosecuzione di un rapporto che consolida il legame con il territorio nel quale è nata e cresciuta. Il comunicato del club richiama anche il percorso dell’azienda nell’innovazione e nella sostenibilità, dalle soluzioni digitali per utilizzare i distributori automatici alle iniziative per ridurre l’impatto ambientale della pausa. Il rinnovo conferma così la presenza di un’impresa del nostro settore nella rete delle aziende che affiancano il progetto sportivo biancazzurro.

Una notizia che ci fa piacere raccontare, perché anche attraverso lo sport il vending può farsi conoscere e rafforzare il rapporto con la comunità in cui lavora ogni giorno. Per una gestione radicata sul territorio, sostenere la squadra della propria città è anche un modo per rendere riconoscibile il nome dell’azienda oltre le aree break.

Loghi di Union Brescia e Ovdamatic su sfondo azzurro, con la dicitura Official Partner, per il rinnovo della partnership nella stagione 2026/27.

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