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Caffè, l’Arabica resta bollente. La Robusta prova a raffreddarsi
di Redazione Fantavending
Il mercato mondiale del caffè continua a essere molto volatile, ma dietro le oscillazioni giornaliere si sta aprendo una differenza importante tra Arabica e Robusta. Lunedì 24 agosto il contratto Arabica di New York con scadenza dicembre è balzato del 5,9% a 341,65 centesimi per libbra, mentre il contratto spot ha raggiunto 377,95 centesimi, il livello più alto da gennaio. Nella stessa giornata è salita anche la Robusta, ma già nella seduta successiva Londra ha perso circa il 3%, tornando sotto i 3.700 dollari per tonnellata.
A sostenere l’Arabica è soprattutto la scarsità di prodotto immediatamente disponibile. Le scorte certificate ICE sono scese ad appena 226.242 sacchi, su livelli estremamente bassi, mentre il nuovo raccolto brasiliano continua ad arrivare sul mercato più lentamente del previsto. Cooxupé, la principale cooperativa brasiliana, indicava a metà agosto una raccolta completata all’81,1%, contro l’86,1% dello stesso periodo dello scorso anno. A questo si aggiungono le difficoltà logistiche provocate dal terremoto in Colombia e le incognite climatiche legate a El Niño.
Lo scenario della Robusta appare invece più disteso. Le scorte certificate a Londra sono salite ai massimi da circa nove mesi e soprattutto aumenta la disponibilità attesa dall’Asia. L’USDA prevede per il Vietnam una produzione record di 32,5 milioni di sacchi nella campagna 2026/27 e esportazioni di caffè verde in aumento a 25,4 milioni. Più in generale, la stessa USDA stima per il mercato mondiale del caffè una produzione record di 189,7 milioni di sacchi, quasi 10 milioni in più dei consumi previsti.
Per il vending è una situazione da seguire con particolare attenzione. Dopo anni in cui Arabica e Robusta hanno contribuito insieme a spingere verso l’alto il costo delle miscele, oggi la composizione del blend potrebbe diventare ancora più importante. Una maggiore disponibilità di Robusta non significa automaticamente ribassi immediati dei listini, perché tra quotazioni di Borsa, acquisti delle torrefazioni e prezzi pagati dai gestori esistono tempi e molte altre variabili. Però per le miscele con una componente importante di Robusta potrebbe finalmente aprirsi qualche margine di respiro. E di questi tempi sarebbe già una notizia.
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