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Da Lupin a Picoman, finiamola di trasformare i delinquenti in personaggi
di Redazione Fantavending
L’ultimo soprannome è “Picoman”, dal piccone utilizzato per forzare i distributori automatici. Nel Vicentino un quarantenne è stato arrestato dai carabinieri in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, con l’accusa di ben 16 assalti tra maggio e settembre. Nel mirino non solo vending ma anche aziende e altre attività commerciali. Secondo quanto riportato da fonti giornalistiche, in uno degli episodi il bottino sarebbe stato di appena un euro e dieci centesimi, ma danni ingenti. E proprio da qui vorremmo partire.
Perché ogni volta che leggiamo questi soprannomi ci domandiamo quale effetto producano nel racconto. Siamo passati dal “Lupin delle merendine” a “Picoman”. Il risultato, a nostro giudizio, è che un individuo accusato di prendere a picconate le attività altrui finisce per avere un nome che sembra uscito da un fumetto. Diventa un personaggio, riconoscibile e quasi familiare.
Vi ricordate di “Pollicino”, un altro vandalo chiamato così perché aveva perso delle monetine durante la fuga? Sono passati più di tre anni e siamo ancora qui. Cambiano i soprannomi, mentre chi subisce questi episodi continua a fare i conti con le conseguenze. Per un gestore il danno comprende riparazioni, sostituzioni, interventi dei tecnici, ore sottratte al servizio e mancati incassi durante il fermo macchina. Il valore delle monete rubate racconta soltanto una piccola parte del problema.
Anzi, il bottino spesso irrisorio dovrebbe far riflettere ancora di più sulla sproporzione tra quanto viene portato via e quanto viene distrutto. Un euro e dieci diventa il dettaglio curioso della notizia, ma per chi deve ripristinare una porta c’è ben poco da sorridere. Dietro quelle attrezzature ci sono investimenti, persone che lavorano e un servizio da rimettere in funzione.
Le responsabilità individuali saranno ora accertate dalla magistratura. Sul linguaggio, invece, una riflessione possiamo farla subito, anche tra colleghi giornalisti. Furti, scassi e vandalismi meritano di essere raccontati con tutta la loro gravità. Ai gestori e agli esercenti che li subiscono dobbiamo almeno questo: dare ai danni e alle vittime più attenzione di quanta ne riserviamo al soprannome di chi è accusato di averli provocati.
Immagine creata con intelligenza artificiale |
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