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I fornitori crescono, il vending arretra. Dobbiamo essere più attrattivi?
di Redazione Fantavending
Il 27 ottobre, durante il Ferrero Innovation Day di Milano, l'AD Fabrizio Gavelli ha annunciato che, considerando tutte le attività nel mondo, Ferrero ha superato i 25 miliardi di euro di fatturato. Nello stesso giorno Coca-Cola ha pubblicato una trimestrale superiore alle attese degli analisti, con ricavi e volumi in crescita. Anche i conti di due importanti fornitori di caffè del nostro settore, Lavazza e Caffè Borbone, mostrano aumenti del fatturato e degli utili.
A questo punto una domanda viene piuttosto spontanea: se i principali brand che producono il caffè, gli snack e le bevande a maggiore rotazione nel settore riescono a crescere, perché il vending continua a perdere fatturato?
Perché questi gruppi riescono a difendere i propri risultati anche quando una parte dei consumi si indebolisce? E che cosa impedisce al vending di fare altrettanto?
Il consumatore può continuare a scegliere la stessa marca di caffè o lo stesso snack, acquistandoli però altrove. Per il produttore quella vendita rimane, per il gestore scompare. E quando diminuiscono le consumazioni, macchina, manutenzione, personale e servizio continuano a dover essere pagati.
Forse è il caso di ragionare anche sulla reale attrattività delle nostre postazioni. Siamo proprio sicuri che le macchine installate, i prodotti esposti e l’esperienza d’acquisto proposta invoglino il consumatore a fermarsi davanti a un distributore? I grandi marchi continuano a investire per farsi scegliere. Noi quanto stiamo facendo per convincere il cliente a comprarli proprio nelle nostre macchine?
Immagine creata con intelligenza artificiale |