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L’Europa spinge sul riuso, il Far East alza barriere all’usato
di Redazione Fantavending
In Europa la parola d’ordine è allungare la vita dei prodotti: ripararli, ricondizionarli e rimetterli in circolazione, riducendo la necessità di sostituirli con apparecchi nuovi. La direttiva sul diritto alla riparazione dei beni di consumo va proprio in questa direzione, rendendo più accessibili gli interventi e contrastando gli ostacoli alla riparabilità. In diversi Paesi del Far East, invece, l’ingresso di apparecchiature usate dall’estero incontra divieti, limiti di età e condizioni tecniche che possono fermare anche prodotti ancora utilizzabili. Due politiche che intervengono su ambiti diversi, ma che aprono una questione economica interessante: quanto spazio lasciare all’usato rispetto al nuovo?
L’esempio più recente arriva dal Vietnam. Una circolare emanata il 27 ottobre aggiorna, dal 1° gennaio 2027, l’elenco dei prodotti tecnologici usati vietati all’importazione. Per i prodotti compresi nell’elenco, essere ancora funzionanti non basta a consentirne l’ingresso. E nemmeno il ricondizionamento risolve il problema: il divieto comprende espressamente anche gli apparecchi ripristinati attraverso riparazioni o sostituzioni di componenti.
Il quadro asiatico comprende altre restrizioni. In Malaysia le linee guida sulle apparecchiature elettriche ed elettroniche usate prevedono, per il riutilizzo e il ricondizionamento, un’età massima di cinque anni, insieme alla documentazione sulla funzionalità e a condizioni sui refrigeranti. La Cina affianca a un elenco di prodotti elettromeccanici usati vietati un sistema di controlli sulle apparecchiature ammesse, con verifiche su sicurezza, igiene e tutela ambientale.
In Indonesia il collegamento con il nostro settore è esplicito. Il regolamento 47/2025, in vigore dal 1° gennaio 2026, vieta l’importazione anche di distributori automatici con sistemi di refrigerazione non più ammessi. Per una vecchia macchina, quindi, essere ancora capace di vendere snack e bevande non significa necessariamente poter trovare una seconda vita su quel mercato.
Le motivazioni dichiarate da queste misure riguardano soprattutto ambiente e sicurezza. Sul piano economico, però, la nostra lettura è che le barriere all’usato possano anche proteggere il mercato del nuovo: limitare l’arrivo di apparecchiature di seconda mano riduce una possibile alternativa all’acquisto di macchine appena prodotte.
Immagine creata con intelligenza artificiale |