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Scuole e salute in Veneto: attenzione a non scaricare tutto sul vending
di Redazione Fantavending
La Regione Veneto ha pubblicato il Documento delle pratiche raccomandate a scuola per l'anno scolastico 2026/2027. Alla Rete regionale "Scuole che Promuovono Salute" aderiscono 683 Direzioni scolastiche tra istituti statali, paritari e Centri di formazione professionale. Il programma prevede interventi molto ampi, che riguardano alimentazione, attività fisica, contrasto al fumo, benessere psicologico e organizzazione degli ambienti scolastici.
All'interno del documento trovano spazio anche i distributori automatici. Tra le azioni suggerite viene infatti indicato il miglioramento della qualità dell'offerta alimentare e per le scuole secondarie è previsto anche "Nutrivending", progetto dedicato alla qualità nutrizionale dei prodotti distribuiti dalle vending machine. In occasione della preparazione degli appalti, gli istituti possono inoltre confrontarsi con gli esperti delle ULSS e utilizzare le indicazioni regionali già predisposte per il vending.
Fin qui nulla di particolarmente preoccupante. Migliorare l'offerta, inserire nuovi prodotti e accompagnare le scuole verso assortimenti più equilibrati è un percorso sul quale i gestori possono tranquillamente collaborare. Il problema nasce quando un programma che dovrebbe coinvolgere complessivamente la vita scolastica viene semplificato fino a trasformare il distributore automatico come unico intervento effettivo.
È una dinamica che il vending scolastico conosce bene. Modificare un capitolato, chiedere di eliminare alcune referenze o imporre determinate percentuali di prodotti consente alla scuola di dimostrare immediatamente di essere intervenuta sull'alimentazione degli studenti. Molto più semplice che modificare abitudini, organizzare attività, lavorare sull'educazione alimentare o incidere sui comportamenti quotidiani dei ragazzi.
Ben vengano quindi Nutrivending e una maggiore attenzione alla qualità dell'offerta, purché il gestore venga considerato un partner del progetto e non il soggetto al quale delegare la politica sanitaria della scuola. Perché promuovere la salute degli studenti è un obiettivo importante, ma cambiare qualche spirale del distributore automatico non può diventare la scorciatoia per poter dire di averlo raggiunto.
Immagine creata con intelligenza artificiale |