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Shrinkflation, il prodotto si restringe e la burocrazia si allarga
di Redazione Fantavending
Oggi, 15 luglio, si conclude il periodo di sospensione previsto dalla procedura europea sulle nuove regole italiane contro la shrinkflation, la pratica di ridurre la quantità contenuta in una confezione lasciandone sostanzialmente invariato il prezzo. In assenza di rilievi da Bruxelles, il Governo potrà ora adottare definitivamente il provvedimento.
Il nuovo testo prevede che, quando una confezione mantiene lo stesso aspetto ma contiene una quantità inferiore, con un conseguente aumento del prezzo per unità di misura, il produttore debba trasmettere al commerciante una comunicazione tracciabile. Sarà poi il venditore a dover mostrare al consumatore, in maniera chiaramente visibile e leggibile, un avviso con la riduzione della quantità rispetto alla confezione precedente. L’obbligo durerà tre mesi dalla data di immissione in vendita del nuovo formato.
La disposizione, per come è formulata, potrebbe coinvolgere anche il vending. La vendita tramite distributori automatici è infatti una forma di commercio al dettaglio e il testo non prevede esclusioni specifiche per il settore. Quando un produttore o un grossista segnalerà il riporzionamento di uno snack, di una bibita o di un altro prodotto confezionato, il gestore potrebbe quindi essere chiamato a rendere visibile l’informazione al momento dell’acquisto.
Il testo, però, non chiarisce ancora come l’avviso debba essere collocato su una vending machine, se vicino alla selezione, sulla vetrina oppure attraverso il display. Prima di organizzare stampanti e adesivi bisognerà quindi attendere l’adozione definitiva della norma e gli eventuali chiarimenti applicativi.
Insomma, il prodotto si restringe e la burocrazia, puntualmente, si allarga.
Immagine creata con intelligenza artificiale |