Fantavending logo   Distributori Automatici Italia - banner pubblicitario   Ristora - banner pubblicitario
Bianchi Vending - banner pubblicitario
Matipay - banner pubblicitario
Nand - banner pubblicitario
San Benedetto - banner pubblicitario
GPE - banner pubblicitario
Confida - banner pubblicitario
Zaniboni - banner pubblicitario
Perfetti Van Melle - banner pubblicitario
   
 
Clesshydra - banner pubblicitario
Liberty Italia - banner pubblicitario
 

 

Fantavending - News e gossip dal mondo della distribuzione automatica

Mercoledì 30 settembre 2026

Spreco alimentare, cosa può fare il vending: meno eccedenze e più donazioni

Il 29 settembre si è celebrata la Giornata internazionale contro lo spreco alimentare. Per il vending è l’occasione per guardare a ciò che accade ogni giorno nelle locazioni: prodotti caricati in quantità superiori ai consumi, referenze che vendono poco, alimenti che si avvicinano alla scadenza. Ridurre lo spreco comincia da qui, con assortimenti più adatti a ogni distributore, rifornimenti calibrati e un controllo costante delle date.

Una parte delle eccedenze, però, resta inevitabile. In quel caso bisogna individuarle e ritirarle in tempo, per poterle donare quando sono ancora idonee al consumo. Il recupero richiede organizzazione, soprattutto per i prodotti freschi, che devono essere conservati correttamente e distribuiti nel rispetto della data di scadenza.

È su questo fronte che opera l’accordo avviato nel 2022 tra CONFIDA e Fondazione Banco Alimentare ETS. Le aziende di gestione aderenti mettono a disposizione i prodotti eccedenti e collaborano alla loro raccolta, mentre la rete del Banco Alimentare li destina agli enti caritativi del territorio. Nel comunicato diffuso per la Giornata internazionale contro lo spreco alimentare, CONFIDA riferisce che dall’avvio del progetto sono state recuperate e redistribuite oltre 260 tonnellate di alimenti.

Possono essere donati, a determinate condizioni, anche prodotti che hanno superato il termine minimo di conservazione, indicato dalla dicitura «da consumarsi preferibilmente entro». La Legge 166/2016 lo consente se l’imballaggio primario è integro e sono state garantite condizioni di conservazione idonee. Il TMC non va confuso con la data di scadenza degli alimenti più deperibili.

Le oltre 260 tonnellate recuperate mostrano quanto possa incidere una rete organizzata di gestori e associazioni. Per ridurre ulteriormente lo spreco, il passo quotidiano resta quello di prevenire le eccedenze nelle macchine e nei magazzini. Quando questo non basta, occorre fare in modo che i prodotti ancora utilizzabili arrivino a chi ne ha bisogno.

Ulteriori informazioni sul progetto.

Massimo Trapletti di CONFIDA e Giovanni Bruno di Fondazione Banco Alimentare si stringono la mano in occasione della firma dell’accordo contro lo spreco alimentare.


Spinel presenta le novità a TriestEspresso Expo

Spinel parteciperà a TriestEspresso Expo, in programma dal 21 al 23 ottobre 2026 al Trieste Convention Center. L’azienda salentina presenterà alcune novità della propria gamma di macchine da caffè, destinate sia al settore professionale sia all’uso domestico.

La prima riguarda My Cube, macchina per caffè in cialda o capsula pensata per il settore Ho.Re.Ca. La versione presentata in fiera integra un sistema di espulsione automatica della cialda: al termine dell’erogazione, l’apertura del cassetto aziona un meccanismo a guide e molle che convoglia la cialda esausta nella vaschetta dedicata.

Lo stesso sistema sarà presente su Ciao Pod. Secondo Spinel, questa soluzione amplia le possibilità di installazione della macchina in diversi contesti, dagli ambienti domestici agli uffici e alle strutture ricettive.

Tra le novità ci sarà anche Mokarom, un modello dal design ispirato alla moka. La macchina è dotata di un pistone autoregolante, brevettato, che si adatta all’altezza della cialda senza richiedere regolazioni manuali. Spinel sarà al padiglione 27, stand 19.

Veduta aerea della sede Spinel a Tuglie, con gli edifici aziendali e i pannelli solari sui tetti.

Martedì 29 settembre 2026

ChatGPT non beve il caffè

L’intelligenza artificiale è ormai entrata nel lavoro quotidiano anche nella filiera del vending. Scrive comunicati, prepara presentazioni, crea immagini e risponde alle mail. Spesso, però, la si usa nella maniera più elementare: testi tutti uguali, immagini tutte uguali, messaggi che sembrano usciti dalla stessa azienda anche quando le aziende sono concorrenti. Ci sono scambi di posta in cui ChatGPT scrive la prima mail e un altro ChatGPT prepara la risposta. A quel punto le due persone che dovrebbero parlarsi che cosa stanno facendo?

Per molte imprese l'obiettivo è il risparmio. Prima si affida all’IA un compito ripetitivo, poi si comincia a chiedersi se serva ancora chi lo svolgeva. Nel vending siamo soltanto all’inizio, in altri settori il cambiamento è molto più avanti. Non occorre fare previsioni sul futuro del lavoro per capire perché la questione ci riguardi, basta guardare le consumazioni nelle aziende informatiche e nei grandi uffici dove cambiano gli organici e le presenze.

Il nostro settore vive delle pause delle persone che lavorano. E vive soprattutto di caffè, che rappresenta oltre la metà delle consumazioni. Nel primo semestre 2026 le battute caffè sono diminuite di circa il 4% (dato emerso dalle rilevazioni che ci sono state segnalate), un calo che non avevamo mai visto. Non stiamo dicendo che sia stata l’intelligenza artificiale a provocarlo. Stiamo dicendo che, mentre cerchiamo di capire dove siano finite quelle battute, dobbiamo considerare anche ciò che accadrà se sempre più lavoro verrà svolto senza persone negli uffici. ChatGPT può scrivere centinaia di mail, ma non beve nemmeno un caffè.

L’intelligenza artificiale resta uno strumento eccezionale. Può togliere lavoro inutile, aiutare a leggere i numeri e lasciare più tempo alle persone per fare ciò che una macchina non sa fare: capire un cliente, assumersi una responsabilità, riconoscere un problema prima che diventi una disdetta. Ma c’è una differenza enorme tra aiutare una persona a lavorare meglio e sostituirla per ridurre il costo del lavoro. La prima scelta può rendere più forte anche il vending, la seconda, se si diffonde, riduce il numero di persone davanti ai distributori.

Per questo il settore deve seguire il cambiamento dei luoghi di lavoro con la stessa attenzione con cui segue i prezzi del caffè o i costi delle macchine. Se il modello occupazionale cambia davvero, non potremo continuare a ragionare come se ogni ufficio avesse sempre lo stesso numero di dipendenti e di pause. Dovremo trovare nuove occasioni di consumo e un modello capace di reggersi con meno battute. Perché l’IA può anche far lavorare un’azienda ventiquattr’ore su ventiquattro, ma al distributore continua ad andarci soltanto un essere umano.

Bicchiere di caffè intatto accanto a un distributore automatico, con postazioni vuote e monitor accesi in un ufficio sullo sfondo.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Il latte vaccino torna di moda negli Usa. E il woke perde un'altra battaglia

Prima dagli Stati Uniti è arrivata la moda di guardare con sospetto il latte vaccino. Troppo animale, poco sostenibile, fuori posto in un mondo che sembrava destinato a diventare free from. In Europa l’abbiamo accolta con entusiasmo: avena, mandorla e riso hanno conquistato scaffali e banconi. Adesso, però, proprio dall’America arriva una notizia che cambia la narrazione. Nell’ultimo anno la bevanda di mandorla, la più venduta, ha perso ben il 7,9% (dati Circana riportati da Repubblica). Un'altra sberla alla cultura woke. Quando si torna a confrontare prezzi, ingredienti e proteine, l’alternativa vegetale deve convincere per quello che offre nel bicchiere. IIn Italia, nel 2025, le bevande vegetali costavano mediamente il 45% in più al litro rispetto al latte di origine animale. Eppure, in una bevanda con il 12% di avena, il cereale impiegato vale, alle quotazioni agricole attuali, poco più di due centesimi per litro. Il resto è quasi tutto acqua. Quante volte abbiamo visto nascere una tendenza negli Stati Uniti, adottarla qualche anno dopo e continuare a seguirla mentre gli americani avevano già cambiato idea?

Su un bancone, un bicchiere d’acqua con un piccolo mucchio d’avena accanto è affiancato da un bicchiere di latte vaccino.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Lunedì 28 settembre 2026

Sugar tax, il pericolo arriva dalla Germania. Nel mirino anche i granulati

"Die Aufnahme von Sirup, Konzentraten sowie Granulaten in den Steuergegenstand ist notwendig, um entsprechenden Ausweichbewegungen, die aus anderen Ländern bekannt sind, vorzubeugen". Queste sono le esatte parole contenute in un documento di lavoro del ministero delle Finanze tedesco sulla futura sugar tax. Tradotte in italiano, significano: "L’inclusione di sciroppi, concentrati e granulati tra i prodotti soggetti all’imposta è necessaria per prevenire i tentativi di elusione già osservati in altri Paesi". Per il vending, la parola che deve far scattare l’allarme è una: granulati.

In Italia la sugar tax non è stata abolita. Semplicemente, non è mai entrata in vigore. Introdotta con la legge di Bilancio 2020 e rinviata più volte, ha oggi una nuova data di partenza fissata al 1° gennaio 2027. Noi continuiamo a sperare che venga cancellata definitivamente o, almeno, nuovamente rinviata.

Anche Federalimentare chiede di abolirla definitivamente, condividendo la posizione di Assobibe. A sostegno della richiesta cita l’Inghilterra: dal 2018, anno di introduzione dell’imposta, la quota di adulti con obesità è passata dal 28% al 30% nel 2024. Secondo la Federazione, la tassa può spingere le aziende a ridurre lo zucchero nelle bevande, ma non è uno strumento efficace per contrastare l’obesità o migliorare la salute pubblica.

Se però il Governo decidesse prima o poi di applicarla, ci auguriamo che non segua l’esempio di Berlino estendendo esplicitamente l’imposta anche ai granulati solubili utilizzati nei distributori automatici. La normativa italiana contempla già, entro determinate classificazioni doganali, alcuni prodotti destinati a diventare bevande dopo la diluizione. Proprio per questo la proposta tedesca rappresenta un precedente pericoloso: potrebbe offrire l’ispirazione per allargare ulteriormente il perimetro della tassa e portarla fin dentro i contenitori dei solubili delle nostre macchine.

Purtroppo certe idee fiscali viaggiano più velocemente delle merci e, quando promettono nuove entrate, trovano sempre qualcuno disposto ad ascoltarle...

Mappa della Germania nei colori della bandiera tedesca con un cartello di stop e una piccola quantità di zucchero.

Immagine creata con intelligenza artificiale

50 anni di Conserve Italia. Oltre 2.000 visitatori alla Smart Factory di Pomposa

Oltre 2.000 persone hanno partecipato all’Open Day organizzato da Conserve Italia nello stabilimento di Pomposa, in provincia di Ferrara. Dipendenti, famiglie, soci, stakeholder, rappresentanti delle istituzioni e cittadini hanno potuto visitare il principale polo produttivo del Gruppo, in occasione delle iniziative per il cinquantesimo anniversario del consorzio cooperativo, fondato il 24 maggio 1976.

Lo stabilimento di Pomposa è stato il principale destinatario del piano di investimenti 2023-2026 da 86,9 milioni di euro, che ha interessato sette siti produttivi e la sede di San Lazzaro di Savena. Oltre la metà delle risorse è stata concentrata proprio sul polo ferrarese, con interventi dedicati all’ammodernamento degli impianti, alla digitalizzazione dei processi, all’efficienza energetica e allo sviluppo di sistemi logistici avanzati.

Tra le innovazioni presentate figurano due evaporatori di ultima generazione per la lavorazione del pomodoro, denominati Thor, che consentono un risparmio stimato fino a 5.000 tonnellate di CO₂ all’anno. Il nuovo sistema intralogistico dispone inoltre di 25 navette a guida laser, capaci di movimentare oltre 5.000 pallet al giorno, mentre il magazzino automatico dei prodotti finiti ha raggiunto una capacità complessiva di 120.000 posti pallet. Potenziate anche le linee produttive, con un impianto per la polpa fine da 12 tonnellate all’ora e uno per i legumi sottovuoto da 600 scatole al minuto.

Conserve Italia associa oltre 14.000 produttori riuniti in 32 cooperative agricole e lavora circa 600.000 tonnellate di frutta, pomodoro e vegetali in dodici stabilimenti, nove in Italia, due in Francia e uno in Spagna. Il Gruppo ha chiuso l’esercizio 2024-2025 con un fatturato di 1,15 miliardi di euro, impiega circa 3.000 persone e detiene marchi molto conosciuti anche nel vending, tra i quali Valfrutta, Yoga, Derby Blue, Cirio e Jolly Colombani.

Visitatori all’Open Day 2026 della Smart Factory Conserve Italia di Pomposa, nello stabilimento con i pallet sullo sfondo.

Venerdì 25 settembre 2026

Rumors Evoca, Lone Star valuta il passaggio ai creditori Carlyle e Park Square?

Grandi manovre ai vertici di Evoca Group. Secondo indiscrezioni raccolte da Bloomberg e riprese da Affaritaliani, il fondo americano Lone Star starebbe valutando diverse soluzioni per il futuro del gruppo bergamasco, tra cui una possibile vendita o il trasferimento del controllo ai creditori. In particolare, sarebbero già stati avviati colloqui preliminari con Carlyle e Park Square per valutare la conversione di parte del debito in capitale. Le trattative sarebbero ancora in una fase iniziale e, al momento, non sarebbe stato raggiunto alcun accordo.

A pesare sulle prospettive del gruppo è soprattutto l’indebitamento. Secondo Bloomberg, un prestito PIK da 210 milioni di euro sottoscritto nel 2019 a livello di holding sarebbe cresciuto fino a superare i 400 milioni, mentre Evoca ha in circolazione obbligazioni senior secured per 550 milioni con scadenza nel 2029. A giugno Fitch ha abbassato il rating della società da B a B-, dopo che nel 2025 i ricavi erano diminuiti del 16% a circa 352 milioni di euro. L’agenzia ha inoltre calcolato a fine 2025 una leva finanziaria pari a 8,2 volte l’EBITDA, contro le 6,8 volte precedentemente previste.

Per il momento, dunque, il possibile cambio di proprietà rimane un’indiscrezione, anche se le trattative riferite da Bloomberg aprono scenari importanti per uno dei maggiori costruttori mondiali di distributori automatici e macchine professionali per il caffè. Tra le alternative ci sarebbero il passaggio del controllo ai creditori e la vendita del gruppo a un altro investitore. Nessuna delle società coinvolte ha annunciato un accordo e, allo stato attuale, non ci sono elementi per ipotizzare quali potrebbero essere le eventuali conseguenze sulle attività industriali e commerciali di Evoca.

Sede di Evoca Group, al centro delle indiscrezioni sul possibile cambio di proprietà e delle trattative tra Lone Star, Carlyle e Park Square.


Nestlé Waters, nuovi guai giudiziari in Francia: tutto da rifare

Nuovo capitolo della vicenda giudiziaria che coinvolge Nestlé Waters in Francia. La Corte d’appello di Nancy ha annullato la decisione con cui, nel marzo scorso, il Tribunale aveva escluso una parte degli elementi raccolti nell’ambito di un procedimento riguardante alcuni depositi di rifiuti plastici individuati nei Vosgi, vicino ai siti di imbottigliamento di Vittel e Contrexéville.

La precedente decisione era stata motivata da alcune irregolarità procedurali. Accogliendo il ricorso della Procura, la Corte d’appello ha ora stabilito che gli atti contestati potranno rientrare nel fascicolo e che il caso dovrà essere nuovamente esaminato in primo grado.

Nestlé Waters sostiene che i rifiuti risalgano prevalentemente agli anni Settanta, quindi a un periodo precedente all’acquisizione del pieno controllo dei siti da parte del Gruppo, avvenuta nel 1992. La società ha inoltre precisato che la decisione della Corte d’appello riguarda esclusivamente la regolarità della procedura e non conferma la validità scientifica delle analisi contenute nell’inchiesta.

Il processo dovrà quindi ripartire davanti a un Tribunale composto da giudici diversi e in una data ancora da stabilire. Nessuna responsabilità è stata al momento accertata e la vicenda resta completamente aperta. In altre parole, dopo mesi di udienze e ricorsi, dal punto di vista giudiziario è tutto da rifare.

Fascicolo giudiziario e bottiglia d’acqua per la vicenda Nestlé Waters in Francia

Immagine creata con intelligenza artificiale

Giovedì 24 settembre 2026

Il cacao è il nuovo oro: assalto armato a un tir sull'A14 da 6 milioni

Una volta si assaltavano i portavalori, oggi anche il cacao può diventare un bottino appetibile. Sull'autostrada A14, tra Andria e Canosa di Puglia, un commando di quattro uomini armati e incappucciati ha preso di mira un tir che trasportava proprio cacao. I rapinatori hanno affiancato il mezzo, esplodendo colpi d'arma da fuoco contro la cabina e mandando in frantumi un finestrino.

Il camionista, un autotrasportatore di 34 anni, è stato costretto a scendere e derubato degli oggetti di valore che aveva con sé. Uno dei banditi si è messo alla guida del tir, mentre i complici si sono allontanati in automobile. Il tempestivo intervento della Polizia Stradale ha però mandato a monte il colpo. Il camion è stato ritrovato pochi chilometri più avanti, con il carico intatto. L'autista è rimasto sotto shock, ma fortunatamente illeso.

A rendere ancora più sorprendente la vicenda è il valore attribuito al carico: secondo diverse testate giornalistiche, ben sei milioni di euro. Una cifra che richiede ulteriori verifiche, ma che testimonia quanto possano essere appetibili anche le materie prime alimentari.

Chi avrebbe mai immaginato che un giorno un carico destinato a diventare cioccolata potesse essere protagonista di un assalto armato in autostrada?

Guarda il video dell'assalto su La Stampa

Lingotto di cioccolato dorato con la scritta CACAO incisa, simbolo del prezioso carico di cacao preso di mira durante l'assalto armato a un tir sull'A14.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Ingenico passa sotto il controllo di Allianz: via libera dell’Unione europea

La Commissione europea ha autorizzato l’acquisizione del controllo esclusivo di Ingenico da parte del gruppo tedesco Allianz. Il via libera, arrivato l’11 settembre attraverso la procedura semplificata, riguarda uno dei principali produttori mondiali di terminali per i pagamenti elettronici, presente anche nel mercato della distribuzione automatica.

L’operazione si inserisce nella ristrutturazione finanziaria annunciata da Ingenico lo scorso agosto, che prevede un investimento di 150 milioni di euro da parte di un gruppo di investitori guidato da PIMCO, società di gestione patrimoniale appartenente ad Allianz. Ingenico era precedentemente controllata da fondi gestiti da Apollo Capital Management.

Le nuove risorse saranno destinate ad accelerare l’innovazione tecnologica, rafforzare l’assistenza ai clienti e sviluppare le piattaforme di pagamento di nuova generazione. Tra le priorità indicate dal CEO Floris de Kort figurano l’espansione della famiglia di terminali Android AXIUM e lo sviluppo di Ingenico 360, la piattaforma che integra gestione dei dispositivi, servizi di transazione e analisi dei dati.

L’operazione interessa anche il settore del vending, nel quale Ingenico è presente con la gamma di terminali SELF, progettati per i distributori automatici e le postazioni self-service. Il cambio di controllo apre una nuova fase per il gruppo, anche se, al momento, non sono state annunciate modifiche specifiche all’offerta destinata alla distribuzione automatica o alle condizioni commerciali applicate agli operatori.

Composizione di due terminali di pagamento Ingenico per vending e self-service, con display touch e interfaccia per pagamenti elettronici, nella notizia sull’acquisizione del gruppo da parte di Allianz.

Mercoledì 23 settembre 2026

EVA SmartLink, pubblicata la nuova specifica per il vending

EVA SmartLink compie il passaggio dalla presentazione al rilascio ufficiale. Dopo l’anteprima dello scorso maggio a Venditalia 2026, la European Vending & Coffee Service Association ha annunciato che la specifica ha completato la revisione editoriale dell’OPC Foundation ed è ora disponibile per il download, previa registrazione, sul sito della Fondazione.

SmartLink è una nuova architettura di comunicazione aperta e sicura, sviluppata per migliorare l’interoperabilità tra distributori automatici, macchine professionali da caffè, sistemi di pagamento, periferiche e software gestionali. Il progetto nasce in un settore nel quale convivono ancora diversi protocolli e numerose personalizzazioni proprietarie, con la conseguenza di rendere più complesse e costose le integrazioni tra prodotti realizzati da aziende differenti.

La nuova specifica è basata su OPC Unified Architecture, una tecnologia indipendente dalle piattaforme hardware e dai sistemi operativi, già utilizzata in numerosi ambiti industriali. OPC UA prevede strumenti per la cifratura delle comunicazioni, l’autenticazione dei dispositivi e la registrazione delle attività, caratteristiche diventate sempre più importanti anche per il vending con la crescita della connettività e delle normative sulla cybersicurezza.

La pubblicazione ufficiale non farà naturalmente scomparire dall’oggi al domani i protocolli utilizzati dal settore. Segna però il momento in cui SmartLink esce dalla fase progettuale e diventa uno strumento concretamente disponibile per i produttori. La vera partita si sposta quindi sull’implementazione: per i gestori il vantaggio non sarà avere un nuovo acronimo da ricordare, ma poter finalmente contare su macchine, sistemi di pagamento e software capaci di dialogare con minori difficoltà.

Scarica la specifica EVA SmartLink

Logo EVA SmartLink collegato a distributore automatico, macchina da caffè, sistema di pagamento e software gestionale.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Starbucks lancia in Giappone i primi distributori automatici monomarca

Starbucks Corporation e Suntory Beverage & Food hanno annunciato l’arrivo in Giappone dei primi distributori automatici dedicati esclusivamente alle bevande Starbucks. La diffusione progressiva su scala nazionale è prevista a partire dalla metà di settembre, con l’obiettivo di rendere i prodotti pronti da bere del marchio disponibili in un numero maggiore di occasioni di consumo.

Le macchine riprendono completamente l’identità visiva Starbucks. Il design utilizza il verde del marchio abbinato al nero, mentre sui fianchi campeggia il grande logo della Sirena. Sulla parte frontale compare il messaggio "Starbucks sempre, ovunque e con facilità", accompagnato da immagini che mostrano diversi momenti di consumo.

L’assortimento comprende quattro referenze. La nuova Coffee Signatures Black, lanciata il 15 settembre, è l’unica linea Starbucks RTD presente in Giappone realizzata con chicchi Espresso Roast. Nella stessa data è tornata sul mercato, con una confezione rinnovata, My Retreat Caramel Macchiato, bevanda riservata al canale vending che combina caffè, latte e caramello.

Completano l’offerta My Coffee Time Black e My Coffee Time Caffè Latte, già lanciate nel novembre 2025. La prima è preparata con chicchi Arabica selezionati e presenta un gusto studiato per contenere amarezza e astringenza, mentre la seconda abbina il profilo del caffè a tostatura scura al latte.

Le quattro referenze non saranno disponibili soltanto nei nuovi distributori monomarca, ma verranno progressivamente inserite anche nelle vending machine Suntory presenti nel Paese. Starbucks non porta quindi al distributore la preparazione delle bevande tipica delle proprie caffetterie, ma trasforma la macchina in un punto vendita interamente riconoscibile. E che proprio il Giappone, patria mondiale del vending, abbia inaugurato questa nuova formula non è certamente un dettaglio.

Distributore automatico monomarca Starbucks introdotto in Giappone con le bevande pronte da bere del marchio

Martedì 22 settembre 2026

EVA, quando chi modifica una vending machine può diventare il nuovo costruttore

Riparare e ricondizionare una vending machine può allungarne la vita e ridurre gli sprechi. Ma quando un intervento diventa una modifica sostanziale? La nuova guida pubblicata dall’EVA chiarisce che non esistono automatismi: per stabilire se cambiano anche le responsabilità di chi esegue il lavoro bisogna valutare gli eventuali nuovi rischi introdotti sulla macchina.

La normale manutenzione non modifica la posizione del gestore o dell’azienda che esegue l’intervento. Pulire la macchina, sostituire componenti usurati con ricambi idonei oppure installare sistemi di pagamento e dispositivi di telemetria compatibili rientra generalmente nelle normali attività di assistenza. Anche la sostituzione del gruppo refrigerante non trasforma automaticamente chi interviene nel nuovo costruttore della macchina, se non cambiano la destinazione d’uso, le funzioni di sicurezza e il livello di rischio. L’impiego di un gas differente, da solo, non basta quindi a stabilire che si tratti di una modifica sostanziale: devono essere valutati concretamente i rischi e la compatibilità del nuovo componente.

Il percorso indicato dall’EVA parte da alcune domande precise. L’intervento cambia la funzione della macchina? Introduce nuovi rischi o aumenta quelli già esistenti? Questi rischi sono già coperti dalla documentazione e dalla conformità originarie? Vengono modificate le funzioni di sicurezza? Soltanto al termine di questa valutazione è possibile stabilire se il lavoro rappresenti una normale riparazione, un ricondizionamento oppure una modifica sostanziale.

Tra gli interventi che possono richiedere ulteriori verifiche, la guida cita la riprogettazione del gruppo refrigerante, le modifiche all’architettura di controllo, le trasformazioni delle parti meccaniche principali e l’unione di più macchine. Anche in questi casi, però, la qualifica di fabbricante non scatta automaticamente. Se l’intervento introduce nuovi pericoli, aumenta in modo significativo i rischi esistenti oppure modifica la sicurezza o la destinazione d’uso, può diventare necessaria una nuova valutazione di conformità. L’azienda che ha effettuato il lavoro può allora assumere le responsabilità del costruttore, comprese quelle relative alla documentazione tecnica e alla conformità CE.

Il tema diventerà ancora più importante dal 20 gennaio 2027, quando sarà pienamente applicabile il nuovo Regolamento Macchine. Il messaggio per i gestori resta comunque semplice: riparare e ricondizionare una vending machine è possibile, ma gli interventi devono essere documentati, realizzati con componenti idonei e valutati in base ai rischi effettivamente introdotti. Non conta soltanto che cosa viene cambiato, ma soprattutto quali conseguenze produce quel cambiamento sulla macchina.

Immagine EVA dedicata alla guida sul ricondizionamento e sulla gestione del ciclo di vita delle vending machine


Massimo Zanetti Beverage Group: BC Partners e Advent verso la sfida finale

Si stringe il cerchio intorno a Massimo Zanetti Beverage Group. Secondo le indiscrezioni pubblicate da Il Sole 24 Ore e Il Gazzettino, BC Partners e Advent sarebbero i due fondi rimasti in corsa per l’acquisizione del gruppo proprietario, tra gli altri, dello storico marchio Segafredo. Le offerte conclusive sarebbero attese nel mese di ottobre, ma al momento non è stata annunciata alcuna proposta vincolante e non esiste ancora un accordo di vendita.

Il dossier era emerso già lo scorso luglio, quando Reuters aveva riferito che QuattroR stava valutando la cessione della propria partecipazione. Il fondo è entrato nel capitale di Massimo Zanetti Beverage Group nel 2024 con una quota iniziale del 50%, successivamente salita, secondo le ricostruzioni della stampa finanziaria, intorno al 70%. La parte restante farebbe ancora capo al fondatore Massimo Zanetti attraverso la propria holding. L’intero gruppo potrebbe essere valutato fino a 1,2 miliardi di euro, una cifra che resta comunque un’indicazione di mercato e non un prezzo già concordato.

A rendere particolarmente interessante l’operazione sono i risultati ottenuti durante il percorso di rilancio guidato dall’amministratore delegato Pierluigi Tosato. Nel primo semestre del 2026 MZBG ha registrato ricavi per 693 milioni di euro, in aumento del 15% a cambi costanti. L’EBITDA ha raggiunto i 60 milioni, con una crescita del 48%, mentre l’utile netto si è attestato a 10,5 milioni.

Massimo Zanetti Beverage Group opera commercialmente in 110 Paesi, dispone di 20 torrefazioni, impiega più di 3.300 persone e controlla un portafoglio di circa 40 marchi. L’Italia rappresenta meno del 10% del fatturato, ma Segafredo rimane uno dei nomi italiani del caffè più conosciuti nel mondo. Non siamo ancora davanti a una vendita, ma la partita sembra essere arrivata al momento decisivo e il possibile cambio di controllo di un gruppo così importante sarà seguito con grande attenzione anche dal mercato del vending.

Sede di Massimo Zanetti Beverage Group con la scultura dedicata al mondo del caffè.

Lunedì 21 settembre 2026

HostelVending si ferma: l’addio di Álvaro de Laguno dopo trent’anni

Ci sono notizie che, per chi fa informazione di settore, sono più difficili da scrivere delle altre. Una testata che si ferma non è mai soltanto un sito che smette di essere aggiornato. È una voce che viene a mancare, un appuntamento che scompare, una finestra sul mercato che improvvisamente non si apre più.

Álvaro de Laguno Gorría ha annunciato di aver deciso di concludere, dopo trent’anni, la propria attività come editore di HostelVending, una delle testate che hanno fatto la storia dell’informazione dedicata alla distribuzione automatica nella penisola iberica. Lo ha fatto con una breve lettera di commiato, ringraziando la famiglia, i collaboratori, le istituzioni e tutti coloro che in questi anni hanno creduto nel progetto.

Trent’anni sono un tempo enorme per qualsiasi attività, ma lo sono ancora di più nell’editoria specializzata. Significano avere seguito aziende che nascevano, crescevano, cambiavano proprietà o scomparivano. Significano avere raccontato l’evoluzione delle macchine, dei prodotti e dei sistemi di pagamento, ma soprattutto quella delle persone che hanno costruito il settore. HostelVending ha accompagnato il vending spagnolo durante una lunga fase di trasformazione, diventando un punto di riferimento anche al di fuori dei confini nazionali.

Chi non fa questo mestiere potrebbe pensare che una rivista sia soltanto la somma delle notizie pubblicate. Non è così. Dietro ogni aggiornamento ci sono telefonate, incontri, viaggi, rapporti costruiti negli anni e quella curiosità che spinge ogni giorno a cercare qualcosa che valga la pena raccontare. Quando un progetto editoriale si interrompe, tutto questo non si cancella, ma lascia inevitabilmente un vuoto.

Quello di Álvaro de Laguno, fortunatamente, non vuole essere un addio definitivo. Nella sua lettera saluta con un “hasta pronto” e auspica il ritorno di HostelVending con nuovi volti e nuove energie. Ce lo auguriamo anche noi. Ma oggi resta la malinconia per la fine di una lunga stagione dell’informazione vending e per l’uscita di scena di un uomo che a quella storia ha dedicato trent’anni della propria vita.

Álvaro de Laguno Gorría, storico editore di HostelVending, durante una videoconferenza dedicata al settore vending


Caffè Borbone porta i disegni di sei scuole sul packaging delle cialde

Si è conclusa la quarta edizione de “Il Caffè del Birbantello”, il progetto educativo di Caffè Borbone che quest’anno ha coinvolto oltre 900 alunni delle scuole primarie italiane. I bambini sono stati invitati a interpretare attraverso il disegno il tema “Una storia di casa”, raccontando il valore della casa come primo luogo di esperienze, relazioni e crescita.

Una giuria composta da rappresentanti di Caffè Borbone e Fondazione Pesenti Ets ha selezionato gli elaborati di sei scuole: l’Istituto paritario Federico Ozanam di Napoli, l’Istituto Comprensivo Alberto Manzi, plesso De Amicis, di Roma, la scuola primaria Balducci di Firenze, la scuola primaria di Masone, in provincia di Genova, l’Istituto Comprensivo Simona Giorgia di Milano e la scuola primaria Giovanni Pascoli di Roverchiara, in provincia di Verona.

Le sei scuole riceveranno un contributo economico destinato all’acquisto di materiale artistico, scientifico, musicale, sportivo e digitale per la realizzazione dei Laboratori del Talento. Ospiteranno inoltre alcuni incontri con Lorenzo Branchetti, ambassador della quarta edizione, che accompagnerà gli alunni alla scoperta degli strumenti utili per ideare e raccontare una storia.

I sei disegni selezionati sono diventati il packaging della Special Edition 2026 del caffè in cialda “Il Caffè del Birbantello”, disponibile nella grande distribuzione, nei negozi specializzati, sull’e-commerce di Caffè Borbone e su Amazon. Nato nel 2022 all’Istituto Ozanam del Rione Sanità di Napoli, il progetto è sviluppato dalla terza edizione con la divisione educational del gruppo Withub.

Confezioni Caffè Borbone Il Caffè del Birbantello 2026 con i disegni degli alunni, esposte in un’aula scolastica.

Venerdì 18 settembre 2026

Caffè, Scocchia: "Possibili nuovi aumenti dei listini da gennaio"

Il 2026 potrebbe chiudersi senza ulteriori rincari, ma da gennaio le aziende del caffè potrebbero tornare a mettere mano ai listini. È la previsione formulata da Cristina Scocchia, amministratrice delegata di illycaffè, nel corso di un’intervista ad ADNFinance. "Non penso che da qui a fine anno ci sarà un rincaro del costo della tazzina. Temo però che ci possa essere a partire da gennaio", ha dichiarato la manager.

Non si tratta, almeno per ora, dell’annuncio di un aumento da parte di illycaffè. Scocchia ha legato l’eventuale ritocco alla possibilità che la quotazione dell’Arabica rimanga stabilmente sugli attuali livelli. Secondo i dati citati nell’intervista, il prezzo è passato dai 170 centesimi per libbra del 2021 ai circa 300 centesimi delle ultime settimane, con una crescita vicina all’80%. A questo aumento si sono aggiunti i maggiori costi dell’energia e della logistica. Illycaffè, ha spiegato l’amministratrice delegata, avrebbe assorbito la maggior parte dell’incremento dei costi di produzione, trasferendone solo una parte sui prezzi.

Per il vending il passaggio da seguire è soprattutto quello relativo ai listini. Non c’è un aumento già annunciato e non esiste ancora una percentuale definita. C’è però il rischio che, se la materia prima resterà su livelli elevati, le aziende debbano intervenire nuovamente sui prezzi dal 2027.

Ci mancava soltanto un altro aumento del caffè al bar, mentre il vending continua a non riuscire a trasferire in macchina neppure i rincari già subiti...

Tazzina di caffè espresso al bar con il simbolo dell’euro disegnato sulla crema, immagine sui possibili rincari dei listini.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Red Bull porta il pistacchio nella Winter Edition 2026

Il pistacchio, dopo aver conquistato creme, snack e prodotti dolciari, entra anche nel mondo degli energy drink. Red Bull ha presentato la nuova Winter Edition 2026 al gusto Pistacchio e Frutti Rossi, già comparsa sul sito italiano dell’azienda.

La nuova referenza combina il gusto del pistacchio e dei frutti di bosco con un tocco di caramello, accompagnato da note nocciolate e cremose. Un abbinamento decisamente insolito, che avvicina il profilo aromatico della bevanda a quello di un dessert.

La Red Bull Winter Edition viene proposta nella tradizionale lattina da 250 ml, che contiene 80 mg di caffeina, taurina e vitamine del gruppo B. La pagina italiana presenta attualmente la versione con zucchero, mentre in altri mercati è annunciata anche la variante Sugarfree.

Red Bull non ha ancora indicato una data precisa per l’arrivo nei punti vendita italiani. Per il vending, dove la lattina da 250 ml è un formato ormai consolidato, resta quindi da capire quando la nuova Winter Edition sarà effettivamente disponibile e attraverso quali canali potrà entrare negli assortimenti.

Tre lattine di Red Bull Winter Edition 2026 al gusto pistacchio e frutti rossi.

Giovedì 17 settembre 2026

Svizzera: eliminare le monete è costato il 20% delle vendite

Eliminare il contante dai distributori automatici può ridurre i costi di gestione, limitare i furti e semplificare alcune attività operative, ma può anche far perdere il 20% delle vendite. È quanto accaduto sui treni della compagnia ferroviaria svizzera BLS, dove i distributori di snack sono gestiti da Selecta.

A causa di numerosi tentativi di furto, era stata eliminata la possibilità di pagare con monete e banconote. Da quel momento gli acquisti ai distributori sono diminuiti del 20%. Quando due anni dopo BLS ha deciso di ripristinare il pagamento in contanti, gli incassi sono tornati ai livelli precedenti. Secondo la compagnia ferroviaria, negli acquisti d’impulso esiste evidentemente una quota di consumatori più propensa a comprare quando può utilizzare il contante.

La vicenda diventa interessante perché quei distributori sono gestiti proprio da Selecta. Lo stesso gruppo il cui CEO, Venkie Shantaram, ha annunciato l’intenzione di eliminare entro tre anni le monete da tutta la rete, comprese le macchine presenti in Italia, Francia e Spagna. Stop al contante e spazio esclusivamente al cashless, con l’obiettivo dichiarato di ridurre costi, furti e atti vandalici.

Il cashless rappresenta certamente il futuro del vending, ma affiancare un sistema di pagamento è molto diverso dall’imporlo come unica possibilità. E questa volta non sono i vecchi gestori italiani, accusati magari di non capire l’innovazione, a dirlo. Lo ha spiegato direttamente il conta monete di Selecta.

Mano di un cliente con monete in franchi svizzeri in una stazione, simbolo del calo delle vendite dei distributori senza contante.

Immagine creata con intelligenza artificiale

International Coffee Forum 2026. A Napoli sei panel sul futuro del caffè

L’International Coffee Forum torna a Napoli con la seconda edizione, in programma giovedì 1 e venerdì 2 ottobre 2026 a Palazzo dell’Immacolatella, sul Molo Angioino. L’evento, patrocinato dall’Università Federico II e dal Comune di Napoli, proporrà sei panel dedicati ai mercati internazionali, ai nuovi consumi, alla qualità, alla salute e alla sostenibilità della filiera del caffè.

La prima giornata si aprirà con un confronto sull’export e sulle strategie adottate dalle imprese italiane per affrontare uno scenario internazionale in continua evoluzione. Interverranno Andrea Illy, presidente di illycaffè, Riccardo Monti, presidente del Gruppo Triboo, e Vittoria Percuoco, responsabile marketing e comunicazione di Caffè Moreno. Seguiranno due incontri dedicati alla trasformazione del bar e ai criteri utilizzati per riconoscere e certificare il caffè di qualità.

Venerdì 2 ottobre l’attenzione si sposterà sul consumo domestico con il panel “Chi fa da sé: il caffè torna a casa”. Al confronto parteciperanno Marco Schiavon, già amministratore delegato di Caffè Borbone, Fulvio Di Santo di Didiesse, Antonio Fresa e Rosario Carafa, amministratore delegato de Il Polo del Caffè. Secondo i dati anticipati dagli organizzatori, nel 2025 le famiglie italiane acquirenti di caffè sono state oltre 22,6 milioni.

Alle 11.30 si parlerà invece dei composti bioattivi presenti nel caffè e della letteratura scientifica relativa al rapporto tra consumo della bevanda e salute. Tra i partecipanti figurano Carmen Stanziola di Rancilio e Lorenzo Sarvello, amministratore delegato di Brita Italia, insieme al medico Mauro Mario Mariani e a Ciro Lollo, amministratore delegato di Lollo Caffè.

La parte congressuale si concluderà con il panel “Caffè, sostenibilità e futuro della filiera”. Mario Rubino, presidente di Kimbo, Fabrizio Sarghini dell’Università Federico II, Andrea Zocchi, amministratore delegato di Caffitaly, e Nicola Mastromartino, amministratore delegato di Caffè Motta, discuteranno di agroforestazione, risorse idriche, cattura del carbonio e tutela dei produttori dagli effetti delle crisi climatiche.

I sei incontri saranno moderati da Fabio Russo, direttore di Horecanews.it e Vendingnews.it.

Logo dell’International Coffee Forum 2026 su una veduta panoramica di Napoli, del Golfo e del Vesuvio.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Mercoledì 16 settembre 2026

Euro digitale offline: una grande opportunità, ma chi paga?

L’euro digitale potrebbe portare i pagamenti elettronici anche sui distributori automatici privi di una connessione permanente. La BCE prevede infatti che possa essere utilizzato offline, trasferendo il denaro direttamente dal dispositivo del consumatore a quello del gestore. Una caratteristica che per il vending vale probabilmente più di tutte le discussioni sulla nuova forma dell’euro.

Il settore italiano conta 800.000 distributori automatici, ma soltanto una parte è connessa. Se l’euro digitale potesse essere accettato attraverso un dispositivo collegabile ai sistemi di pagamento già presenti e capace di trasferire successivamente gli incassi alla rete, il cashless potrebbe essere esteso a una parte enorme del parco installato, forse persino a quasi tutte le macchine. Sarebbe una svolta vera, soprattutto nelle piccole locazioni dove installare un terminale permanentemente connesso e pagarne il relativo canone oggi non è economicamente sostenibile.

Prima di festeggiare, però, bisogna capire come funzionerà davvero. Servirà un nuovo lettore o basterà aggiornare quelli esistenti? Come verranno memorizzati e successivamente trasferiti gli incassi? Chi certificherà i dispositivi? E soprattutto: chi pagherà terminali, aggiornamenti, canoni e commissioni? Per un settore costruito sui micropagamenti, anche pochi centesimi su ogni operazione, moltiplicati per miliardi di consumazioni, possono trasformarsi in una montagna di denaro.

Il precedente non è rassicurante. Nel 2002 l’adeguamento dei sistemi di pagamento alla nuova moneta costò al vending circa 150 milioni di euro, interamente a carico delle gestioni. L’euro digitale può essere una grande opportunità oppure l’ennesima innovazione scaricata sui gestori. Perché per presentare il conto una strada la trovano sempre...

Distributore automatico e simbolo dell’euro digitale realizzati con una rete di connessioni e punti luminosi blu.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Fonzies lancia i nuovi gusti Paprika e Barbecue anche nel fuori casa

Fonzies, brand del Gruppo Mondelēz International, amplia la propria offerta con il lancio dei nuovi gusti Paprika e Barbecue, che si affiancano al tradizionale croccantino al formaggio. L’operazione segna il passaggio da un posizionamento concentrato su un unico prodotto a una gamma più ampia, pensata per raggiungere nuovi consumatori senza perdere l’identità del marchio.

La scelta intercetta l’andamento del mercato italiano delle patatine e degli estrusi aromatizzati, cresciuto negli ultimi dieci anni a un ritmo triplo rispetto alle varianti classiche. Paprika e Barbecue sono stati selezionati tra i profili di gusto più apprezzati, con l’obiettivo di coinvolgere anche i consumatori che non amano il formaggio.

I nuovi gusti sono proposti nel formato multipack da sette buste, per un peso complessivo di 164,5 grammi, destinato alla condivisione in famiglia o tra amici. La distribuzione interessa l’intera GDO italiana e il canale fuori casa su tutto il territorio nazionale.

Il lancio è accompagnato da un piano di comunicazione integrato partito il 6 settembre, con iniziative in televisione, sulle piattaforme di streaming e su TikTok. Alle attività di sampling già svolte durante l’estate si aggiungono le promozioni rivolte ai clienti dell’e-commerce della spesa a domicilio e gli eventi programmati fino a novembre in oltre 600 punti vendita della GDO italiana.

Confezioni Fonzies nei nuovi gusti Paprika e Barbecue

Martedì 15 settembre 2026

Caffè, torna il surplus. Ma per il vending è presto per festeggiare

Dopo quattro anni consecutivi di deficit, il mercato mondiale del caffè torna finalmente a produrre più di quanto consuma. Secondo l’ultimo report dell’International Coffee Organization, nell’annata 2025/26 la produzione raggiungerà 183,6 milioni di sacchi, in crescita del 4,4%, mentre i consumi scenderanno dello 0,8% a 180,6 milioni. Il risultato è un surplus di 3 milioni di sacchi.

Prima di festeggiare, però, conviene guardare che cosa è successo all’annata precedente. La produzione 2024/25 è stata rivista a 175,9 milioni di sacchi e il saldo, che in precedenza veniva indicato con un surplus di 2,443 milioni, si è trasformato in un deficit di 6,3 milioni. Quasi 9 milioni di sacchi di differenza tra una stima e l’altra. Abbastanza per prendere con molta prudenza anche le nuove previsioni.

La parte più interessante per il vending riguarda la Robusta. La produzione dovrebbe crescere del 6,5% e raggiungere 79,2 milioni di sacchi, mentre l’Arabica aumenterà del 2,8% a 104,4 milioni. Una maggiore disponibilità di Robusta è senz'altro una buona notizia per il canale, ma tra un raccolto più abbondante e un listino più basso la strada non è certamente breve.

Ad agosto l’indicatore complessivo dell’ICO è infatti rimasto praticamente invariato. La Robusta ha perso il 2,2% e le quotazioni di Londra sono diminuite del 3%, mentre l’Arabica ha continuato a mostrare maggiori tensioni. Scorte, cambio, logistica, contratti già sottoscritti e politiche commerciali delle torrefazioni continueranno quindi a pesare sui prezzi pagati dai gestori.

Magazzino pieno di sacchi di caffè verde con bicchiere di espresso vending in primo piano.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Link6000, la connettività Paytec guarda all’iperammortamento 2026

Con il ritorno dell’iperammortamento previsto dalla Legge di Bilancio 2026, Paytec richiama l’attenzione su Link6000, il modulo di connettività che collega i distributori automatici e i sistemi di pagamento dell’azienda alla piattaforma PayCloud.

Il sistema permette di recuperare gli audit delle macchine, ricevere le segnalazioni dei guasti e modificare da remoto prezzi, sconti e configurazioni. L’installazione non richiede la sostituzione degli apparecchi già presenti sul distributore, mentre PayCloud può integrarsi con i principali gestionali utilizzati nel vending, come Vega.

Paytec ricorda che i distributori automatici, pur non essendo citati esplicitamente nella nuova norma, sono stati equiparati da una circolare ministeriale del 2018 ai magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica. Per rientrare tra i beni agevolabili devono però rispettare specifici requisiti tecnici, tra i quali il controllo attraverso sistemi computerizzati e l’interconnessione ai sistemi informatici aziendali con caricamento di istruzioni da remoto.

Un’analisi tecnica commissionata da Paytec a un ingegnere abilitato ha verificato che il sistema di pagamento Caiman2, abbinato a Link6000, soddisfa o predispone al soddisfacimento di gran parte di questi requisiti. L’azienda precisa che questa analisi rappresenta una base tecnica per arrivare alla piena conformità dell’installazione, con il coinvolgimento di un perito accreditato ed eventualmente del commercialista.

Ulteriori informazioni sono disponibili su: https://www.paytec.eu/iperamm26

Modulo di connettività Paytec Link6000 per distributori automatici, compatibile con Vega VMS e verificato per l’iperammortamento 2026.

Lunedì 14 settembre 2026

Non si ferma il calo dei consumi. E peserà anche sul vending

Il calo dei consumi sta diventando un problema sempre più evidente anche per il vending. A luglio le vendite al dettaglio sono diminuite per il secondo mese consecutivo, con una flessione dello 0,4% in valore e dello 0,5% in volume rispetto a giugno. Nel confronto con luglio 2025 gli incassi sono cresciuti dello 0,8%, ma le quantità acquistate sono scese dello 0,6%. Ancora peggiore il dato alimentare: +0,3% in valore e -1% in volume. In sintesi, gli italiani spendono di più per comprare meno.

Nei primi sette mesi del 2026 i volumi delle vendite alimentari hanno perso lo 0,2%. Colpisce soprattutto il dato delle “vendite al di fuori dei negozi”, diminuite a volume del 4,4% a luglio e del 4,1% da gennaio. In questa categoria Istat comprende anche i distributori automatici, insieme ad altri canali come il commercio ambulante e la vendita porta a porta. Non è quindi un dato riferibile al solo vending, ma resta un segnale significativo.

D’altra parte, il nostro settore arrivava al 2026 già indebolito. Secondo lo studio Jakala per Confida, nel 2025 le consumazioni erano scese del 4,18%. Non tutto dipende dalla minore capacità di spesa, perché incidono anche smart working e nuove abitudini, ma è difficile pensare che il vending possa restare immune dalla debolezza generale dei consumi.

Per i gestori il problema è doppio. Da una parte bisogna recuperare marginalità e adeguare i prezzi all’aumento dei costi, dall’altra ci si confronta con un consumatore sempre più selettivo e pronto a rinunciare agli acquisti d’impulso. La soluzione non può essere continuare a vendere sottocosto, ma accompagnare ogni aumento con prodotti riconoscibili, assortimenti corretti e un servizio capace di far percepire il valore della pausa.

Carrello del supermercato quasi vuoto con pochi alimenti essenziali, simbolo del calo dei consumi che incide anche sul vending.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Caffè Borbone, Andrea Cipolloni nuovo Amministratore Delegato

Andrea Cipolloni è il nuovo Amministratore Delegato di Caffè Borbone. La nomina sarà effettiva dall’inizio di ottobre. Manager con oltre vent’anni di esperienza nel settore food e retail in contesti internazionali, Cipolloni raccoglie il testimone da Marco Schiavon con l’obiettivo di proseguire il percorso di crescita e sviluppo internazionale dell’azienda.

Nato a Viterbo nel 1968, Cipolloni ha iniziato la propria carriera nel Gruppo Autogrill, per poi ricoprire gli incarichi di Sales and Operations Director di Unieuro e Direttore Generale di Limoni. Nel 2011 è stato nominato CEO di Pittarosso, ruolo mantenuto fino al 2018, quando è tornato in Autogrill come CEO Europe. Dal 2022 è stato Amministratore Delegato di Eataly, con il compito di guidarne il piano di sviluppo internazionale dopo l’acquisizione da parte di Investindustrial.

"Caffè Borbone ha compiuto uno straordinario percorso di crescita, diventando in pochi anni il caffè di casa degli italiani", ha dichiarato Cipolloni. «Il mio obiettivo sarà quello di accompagnare il brand nella prossima fase di sviluppo e internazionalizzazione».

Marco Schiavon lascia la guida di Caffè Borbone dopo cinque anni. Secondo quanto comunicato dall’azienda, durante questo periodo il fatturato è aumentato di circa il 60%, Caffè Borbone ha conquistato la leadership del mercato italiano del caffè monoporzionato e ha rafforzato la propria presenza sui mercati internazionali e il percorso di sviluppo sostenibile. Carlo Pesenti, Consigliere Delegato di Italmobiliare, e Massimo Renda, Presidente di Caffè Borbone, hanno ringraziato Schiavon per il lavoro svolto e indicato in Cipolloni, grazie alla sua esperienza nel food, nel retail e sui mercati internazionali, la figura scelta per dare impulso alla nuova fase di sviluppo dell’azienda.

Andrea Cipolloni, nuovo Amministratore Delegato di Caffè Borbone

Venerdì 11 settembre 2026

Video SmartLink, dalle mulattiere alla nuova autostrada del vending

Per decenni le tecnologie del vending hanno comunicato percorrendo strade diverse, spesso strette e difficili da collegare tra loro. Executive, MDB, EVA DTS e gli altri protocolli utilizzati dal settore sono nati in epoche differenti e oggi mostrano inevitabilmente i propri limiti. SmartLink vuole trasformare queste vecchie mulattiere in una nuova autostrada digitale sulla quale possano viaggiare macchine, sistemi di pagamento, software gestionali e servizi connessi.

Presentato a Venditalia 2026, EVA SmartLink è il nuovo protocollo sviluppato da EVA, European Vending & Coffee Service Association, con il supporto di CONFIDA e del Politecnico di Milano. Basato su OPC UA, uno standard già utilizzato nella comunicazione industriale, è stato progettato per offrire al vending e al retail non presidiato un linguaggio comune, aperto e sicuro.

La nuova architettura è destinata a superare progressivamente la frammentazione degli attuali protocolli, favorendo l’interoperabilità tra dispositivi e sistemi di produttori differenti. Una trasformazione che potrà rendere più semplice l’integrazione di pagamenti cashless, telemetria, fidelizzazione, diagnostica da remoto e nuovi servizi digitali. Dopo la presentazione di maggio a Venditalia, la specifica è stata ufficialmente pubblicata ed è ora liberamente accessibile alle aziende interessate a implementarla.

La vera sfida comincia però adesso. Un’autostrada serve soltanto se costruttori, produttori di sistemi di pagamento, software house e gestori decidono di percorrerla. Per spiegare in modo semplice che cosa cambierà, CONFIDA ha realizzato un video con la collaborazione dell’ingegner Mario Majo, Coordinatore della Commissione Innovazione dell’associazione.

Guarda il video di CONFIDA

Eva SmartLink - video Confida


Caffè Borbone debutta nel macinato con Nobile e Decisa

Caffè Borbone amplia la propria presenza nel mercato del caffè con il lancio in Italia e all’estero del nuovo Macinato Caffè Borbone. L’ingresso nel segmento completa un’offerta che comprende capsule, cialde, caffè in grani e ora anche macinato, rappresentando un ulteriore passaggio nell’evoluzione del brand dal monoporzionato verso le principali modalità di consumo del caffè.

La nuova linea è composta dalle miscele Nobile e Decisa, entrambe sviluppate per la preparazione con la moka. Nobile propone un profilo delicato, equilibrato e soave, con note dolci e profumo di nocciole tostate. Decisa è invece caratterizzata da un gusto più intenso, corposo e strutturato, con note speziate e un retrogusto di cioccolato fondente.

Il lancio punta anche a rafforzare la presenza di Caffè Borbone nel consumo domestico. Secondo una rielaborazione dell’azienda su dati Publicis Connected Identity relativi al periodo luglio-dicembre 2025, la casa resta il primo luogo di consumo del caffè per il 72,8% degli italiani. La macchina da caffè è oggi il sistema più diffuso, mentre la moka mantiene un ruolo particolarmente importante tra gli over 64, dove raggiunge il 58,3% di utilizzo.

Il nuovo macinato viene proposto nei formati da 250 grammi, bipacco 250x2 e quadripacco 250x4, con confezionamento sottovuoto. È già disponibile sull’e-commerce ufficiale Caffè Borbone, su Amazon, nella GDO e nei negozi specializzati.

Caffè Borbone debutta nel macinato con Nobile e Decisa

Giovedì 10 settembre 2026

Iperammortamento, un aiuto ai gestori che può rimettere in moto tutta la filiera

Il nuovo iperammortamento è ormai operativo e può rappresentare per il vending qualcosa di più di un vantaggio fiscale. Può diventare l’occasione per rinnovare un parco macchine che negli ultimi anni è stato sostituito con sempre maggiore prudenza e, nello stesso tempo, rimettere in moto gli investimenti lungo tutta la filiera. L’agevolazione riguarda gli acquisti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 e prevede una maggiorazione del costo del 180% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro.

Un investimento di 10.000 euro assume fiscalmente un valore complessivo di 28.000 euro, sul quale vengono calcolate nel tempo le quote deducibili. Il beneficio effettivo dipende quindi dall’aliquota fiscale e dalla capacità dell’azienda di produrre reddito imponibile.

Il vantaggio non è automatico. La procedura passa attraverso la piattaforma del GSE e comprende una comunicazione preventiva, la conferma dell’investimento con il versamento di un acconto pari almeno al 20% e la comunicazione finale, da presentare dopo l’interconnessione e comunque entro il 15 novembre 2028. Sono inoltre richieste una perizia tecnica asseverata e una certificazione contabile. Prima di firmare un ordine sarà quindi indispensabile verificare con il fornitore e con i propri consulenti che la macchina, la configurazione scelta e il sistema gestionale rispettino tutti i requisiti.

Ma il valore più importante dell’iperammortamento potrebbe essere industriale. Il gestore che rinnova una macchina ottiene un beneficio fiscale, migliora il servizio e introduce tecnologie più efficienti. Quell’ordine, però, risale anche lungo la filiera e permette ai fabbricanti di continuare a investire in progettazione, risparmio energetico, elettronica e software. È comprensibile che una gestione cerchi di allungare la vita dei distributori o ricorra all’usato, soprattutto quando la marginalità è sotto pressione. Ma se le vendite di macchine nuove continuano a ridursi, prima o poi si riducono anche le risorse destinate alla ricerca e sviluppo. E quando si ferma l’innovazione non si fermano soltanto i costruttori, si ferma tutto il vending.

L’iperammortamento non risolve i problemi economici delle gestioni e non rende conveniente un investimento che non sta in piedi. Può però alleggerire il costo del rinnovo per chi aveva già programmato di sostituire una parte del proprio parco macchine. Sarebbe miope considerarlo soltanto come un’occasione per pagare meno tasse. È anche uno strumento per tutelare l’intera filiera, perché gestori e fabbricanti continuano a dipendere gli uni dagli altri molto più di quanto, qualche volta, vogliano ammettere.

Grafica sull’iperammortamento 2026 applicato agli investimenti in nuovi distributori automatici

Immagine creata con intelligenza artificiale

Mondelēz Italia ottiene un punteggio di 96 su 100 per la parità di genere

Mondelēz International in Italia ha ottenuto per il quarto anno consecutivo la certificazione per la parità di genere UNI/PdR 125:2022, rilasciata dall’organismo IMQ. Il Gruppo ha raggiunto un punteggio di 96 su 100.

La certificazione è stata estesa a tutte le cinque società legali del Gruppo attive in Italia. Il processo ha coinvolto gli uffici di Milano e gli stabilimenti produttivi di Capriata d’Orba, in provincia di Alessandria, e Caramagna Piemonte, in provincia di Cuneo.

L’audit condotto da IMQ ha previsto analisi documentali, interviste e verifiche sul campo. Il riconoscimento certifica l’integrazione dei principi della parità di genere nei processi organizzativi e l’efficacia delle strategie adottate dall’azienda in materia di equità e inclusione.

Tra le iniziative messe in campo da Mondelēz figurano il modello di lavoro ibrido, la possibilità di concentrare l’orario settimanale su quattro giorni e mezzo, lo smart working continuativo durante la gravidanza, l’estensione del congedo di paternità e specifici permessi retribuiti per assistere figli malati o familiari anziani.

"La certificazione UNI/PdR 125:2022, rinnovata per il quarto anno consecutivo, dimostra che per noi la parità di genere è un valore identitario, vissuto ogni giorno in ufficio come in stabilimento", ha dichiarato Silvia Bagliani, presidente e amministratore delegato di Mondelēz Italia. "Continueremo a promuovere un modello organizzativo flessibile, inclusivo e meritocratico, rispondendo ai bisogni reali dei nostri dipendenti".

Mondelēz Italia ottiene la certificazione IMQ per la parità di genere con un punteggio di 96 su 100

Mercoledì 9 settembre 2026

L’espresso deve raccontare il proprio valore. Una lezione anche per il vending

L’Istituto Espresso Italiano richiama la filiera a superare la battaglia sul prezzo e a restituire valore all’espresso attraverso qualità, formazione e comunicazione. Il messaggio è rivolto soprattutto al mondo del bar, ma arriva dritto anche al vending.

Secondo Alessandro Borea, presidente di IEI, per troppo tempo in Italia il prezzo della tazzina è stato considerato quasi immutabile, nonostante l’andamento della materia prima e la crescita dei costi energetici, logistici, finanziari e del lavoro. Un modello che oggi mostra tutti i suoi limiti. «Se il valore viene assorbito a ogni passaggio, prima o poi è la qualità a pagarne il prezzo».

Per IEI non basta quindi ritoccare i listini. Bisogna mettere il consumatore nelle condizioni di comprendere cosa c’è dentro una tazzina: la qualità della miscela, la tecnologia delle attrezzature, la corretta estrazione, il servizio e la professionalità di chi la prepara. Le leve indicate dall’Istituto sono qualità certificata, formazione, cultura del prodotto e comunicazione.

Il parallelismo con la distribuzione automatica è evidente. Nel vending il caffè rappresenta oltre la metà delle consumazioni e, secondo i dati 2025 presentati da CONFIDA, quello in grani ha raggiunto l’88% del totale del caffè erogato dalle vending machine. Cresce inoltre l’attenzione alla qualità delle miscele e all’esperienza di acquisto.

Nel distributore automatico non c’è un barista che possa raccontare ogni giorno la tazzina al consumatore. Ci sono però una miscela, una tecnologia e un servizio che devono garantire qualità e affidabilità. La domanda è se il vending riesca davvero a far percepire tutto questo. Se continuiamo a presentare la pausa automatica soltanto attraverso il prezzo, non possiamo poi pretendere che il consumatore ne riconosca il valore. Per recuperare marginalità non basta modificare un listino, bisogna spiegare cosa c’è dietro quel bicchiere. Altrimenti il prezzo continuerà a essere l’unica cosa visibile.

Caffè espresso vending nel bicchiere di carta con paletta, visto dall’alto sopra una scrivania di lavoro.


Cialde e capsule valgono 1,58 miliardi, ma l’area Business cala del 3,4%

Il mercato italiano delle cialde e capsule per caffè ha chiuso il 2025 con un fatturato complessivo di 1,58 miliardi di euro, in crescita dell’11,2%. Un risultato generato soprattutto dai consistenti aumenti dei prezzi medi, tanto che in termini reali l’incremento si riduce al 2,6%. I dati emergono dall’edizione 2026 del report di Competitive Data, che analizza l’andamento del settore e le previsioni fino al 2030.

A sostenere la crescita è stata l’area Famiglie, che ha registrato un aumento del 4,2%, trainata dal modern trade (+9%) e dall’e-commerce B2C (+2,1%). Il quadro cambia completamente nell’area Business, dove i volumi sono diminuiti del 3,4%. Calano sia l’OCS gestito sia i rivenditori B2B, fisici e online, mentre l’Ho.Re.Ca. cresce del 6,5%.

La vera protagonista del 2025 è stata però la cialda in carta, cresciuta del 28,6%. A favorirla sono stati l’aumento del parco macchine ESE e della base degli acquirenti, la convenienza economica rispetto alle capsule, la maggiore distribuzione, l’ampliamento dell’offerta e la sostenibilità percepita. Competitive Data segnala anche una crescente penetrazione delle cialde negli uffici al di fuori dell’OCS tradizionale. Le capsule speciali sono aumentate del 10,1%, spinte soprattutto dalle compatibili (+13,2%).

Per il periodo 2026-2030, nello scenario base, il mercato interno dovrebbe crescere a valore a un tasso medio annuo del 7%. Nello scenario negativo rimarrebbe invece sostanzialmente stabile (+0,1%). Le cialde in carta dovrebbero confermarsi il segmento più vivace, mentre nell’area Business le prospettive migliori riguardano i rivenditori B2B, soprattutto nella componente e-commerce.

Report Competitive Data 2026 sul mercato italiano delle cialde e capsule per caffè

Martedì 8 settembre 2026

Nuovo Regolamento Macchine dal 20 gennaio. Il vending è pronto?

Il 20 gennaio 2027 è molto più vicino di quanto possa sembrare. Da quella data il nuovo Regolamento Macchine (UE) 2023/1230 sarà pienamente applicabile anche in Italia. Eppure nel settore se ne sta parlando pochissimo, nonostante il cambiamento sia importante e coinvolga le imprese che progettano, producono, importano e distribuiscono distributori automatici e componenti.

Non si tratta, infatti, di un semplice aggiornamento formale. Il nuovo Regolamento modifica il quadro degli obblighi e delle responsabilità dei diversi soggetti coinvolti e introduce novità che riguardano, tra gli altri aspetti, le modifiche sostanziali alle macchine già in servizio, la sicurezza informatica, le reti di comunicazione, l’intelligenza artificiale, la documentazione tecnica e le procedure di valutazione della conformità. Argomenti sui quali la filiera deve iniziare a prepararsi subito, perché mancano solo 4 mesi.

Per aiutare le aziende ad affrontare per tempo il nuovo scenario, CONFIDA inaugura una nuova area di formazione tecnica dedicata ai temi specialistici di maggiore interesse per le imprese associate. Il primo appuntamento sarà la Masterclass “Il nuovo Regolamento (UE) 2023/1230 relativo alle macchine: novità e confronto con la Direttiva Macchine 2006/42/CE”, organizzata in collaborazione con Quadra S.r.l., società specializzata nella consulenza e nella formazione sulla sicurezza del macchinario e dedicata alle sole aziende associate.

Il corso si terrà martedì 3 novembre 2026, dalle 10.00 alle 17.00, nella nuova sede di CONFIDA in via Mauro Macchi 32, a Milano. Durante la giornata saranno affrontati il campo di applicazione e le esclusioni del Regolamento, le modifiche sostanziali alle macchine in servizio, l’immissione sul mercato e la messa in servizio, i ruoli e le responsabilità di fabbricanti, mandatari, importatori e distributori, le procedure di valutazione della conformità e i nuovi requisiti essenziali di sicurezza e tutela della salute.

Uno spazio specifico sarà dedicato all’inquadramento delle vending machine e ai requisiti applicabili, insieme ai temi dell’intelligenza artificiale, della sicurezza informatica, dell’interazione uomo-macchina, della documentazione tecnica, delle dichiarazioni UE e delle istruzioni per l’uso e l’assemblaggio. La Masterclass è rivolta a progettisti e personale tecnico, commerciale e addetto alla sicurezza.

Masterclass CONFIDA sul nuovo Regolamento Macchine UE 2023/1230 del 3 novembre 2026

Immagine creata con intelligenza artificiale

Nasce Evoca Care, il nuovo ecosistema di servizi di Evoca Group

Evoca Group ha lanciato Evoca Care, la nuova identità globale dedicata all’Aftermarket che riunisce i servizi e le soluzioni destinati a supportare le macchine del Gruppo lungo tutto il loro ciclo di vita.

L’obiettivo dichiarato è massimizzare l’operatività delle attrezzature, ridurre i costi di gestione e proteggere l’investimento dei clienti. Il nuovo ecosistema si articola in quattro aree.

Evoca Parts comprende i ricambi destinati a garantire prestazioni costanti nel tempo, mentre Evoca Solutions raccoglie accessori smart, sistemi di pagamento e soluzioni per la gestione del latte fresco, sviluppati per ampliare le funzionalità delle macchine.

Evoca Service è dedicata all’assistenza tecnica specializzata, con l’obiettivo di prevenire le interruzioni operative e mantenere elevati livelli di efficienza. Evoca Academy riunisce invece la formazione tecnica on demand e i video tutorial disponibili sul canale YouTube ufficiale del Gruppo.

"Evoca Care riunisce ricambi, competenze e formazione in un unico punto di accesso semplice e intuitivo. È tutto ciò che serve per mantenere le proprie attrezzature sempre al massimo delle prestazioni", ha dichiarato Michele Camele, Chief Customer Experience Officer di Evoca.

Evoca Care, il nuovo ecosistema di Evoca Group dedicato ai servizi Aftermarket.

Foto: Evoca Group

Lunedì 7 settembre 2026

Campagnari Service ha aumentato il prezzo medio del 10% negli ultimi 18 mesi

Fantavending sostiene da tempo che il recupero della marginalità sia la priorità assoluta per le imprese di gestione. Continuare ad aumentare il fatturato senza migliorare la redditività significa soltanto lavorare di più, sostenere costi più elevati e assumersi maggiori rischi. Per questo ci fa piacere quando un gestore decide di non nascondere i propri numeri e di dimostrare con i fatti che aumentare il prezzo medio nel vending è possibile.

È il caso di Campagnari Service, che ci ha inviato i dati relativi agli ultimi 18 mesi e che volentieri pubblichiamo. Il prezzo medio di vendita, IVA compresa, è passato da 0,50617 euro a 0,55671 euro, con un incremento del 10%. Inoltre, dal 2020 ad oggi i rimborsi ai clienti son stati praticamente dimezzati, passando dal 5,5% al 2,8%.

Il percorso della gestione lombarda nasce da una riflessione maturata durante il Covid, quando il titolare dell’azienda ha compreso che fatturare molto serve a poco se non si riesce a far riconoscere il giusto valore del servizio offerto. Campagnari Service ha quindi lavorato per far percepire maggiormente ai clienti la qualità della propria proposta. Un esempio concreto che non risolve certamente da solo i problemi del settore, ma dimostra che recuperare prezzo medio e marginalità non è impossibile quando si decide davvero di perseguire questo obiettivo, anche a costo di perdere qualche cliente.

Grafico dell’aumento del prezzo medio di vendita di Campagnari Service, cresciuto del 10% negli ultimi 18 mesi.


San Carlo celebra i suoi 90 anni con un francobollo

Le Patatine San Carlo, uno dei marchi più conosciuti e presenti anche nei distributori automatici italiani, diventano un francobollo. L’emissione, avvenuta il 3 settembre, celebra i 90 anni dell’azienda, nata nel 1936 da una piccola rosticceria nel cuore di Milano.

Il francobollo appartiene alla serie tematica “Le Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy”. La vignetta riprende la grafica dell’iconico sacchetto bianco, con il marchio San Carlo, la patatina “Classica” e la scritta “Dal 1936”. Il progetto grafico è stato curato da M.A.D. S.p.A.

Stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, il francobollo ha valore corrispondente alla tariffa B, pari a 1,30 euro, ed è stato prodotto in 225.000 esemplari.

Nel bollettino illustrativo dell’emissione, Susanna Vitaloni, presidente e amministratrice delegata di San Carlo Gruppo Alimentare, ha ricordato le origini dell’impresa fondata dai suoi nonni e le prime consegne delle patatine in bicicletta alle panetterie milanesi. "Questo francobollo celebra proprio quel valore dello stare insieme che dal 1936 unisce l’Italia con un sorriso", ha dichiarato.

Insieme a San Carlo sono stati dedicati nuovi francobolli anche a Birra Forst, Eureka Macinacaffè, Ferrero, Oro Saiwa e Saquella Caffè.

Presentazione al MIMIT del francobollo dedicato alle Patatine San Carlo per i 90 anni dell’azienda

Venerdì 4 settembre 2026

Lavazza Professional UK installerà oltre 600 macchine nella rete MFG

Lavazza Professional ha siglato una partnership con Motor Fuel Group (MFG) per portare la proposta Lavazza On the Move nella rete britannica dell’operatore. L’accordo prevede l’installazione di oltre 600 macchine Coffee to Go entro la primavera del 2027.

MFG è il più grande operatore indipendente di stazioni di servizio del Regno Unito e conta circa 1.200 siti nelle reti MFG e Morrisons. Secondo quanto dichiarato dall’amministratore delegato William Bannister, ogni anno nei punti vendita del gruppo vengono serviti circa 25 milioni di caffè.

MFG sarà anche il primo operatore britannico a introdurre Coffee Essence, la nuova macchina Coffee to Go sviluppata da Lavazza Professional. I consumatori potranno scegliere tra due miscele Lavazza e un menu che comprenderà anche il decaffeinato, il matcha e diverse possibilità di personalizzazione attraverso sciroppi e shot aggiuntivi di caffè. La tecnologia consentirà inoltre di monitorare e analizzare i dati di consumo e di utilizzo delle macchine.

L’accordo conferma la crescente importanza del vending e delle soluzioni self-service nelle stazioni di servizio britanniche, sempre più orientate verso il convenience e il food to go. Secondo i dati di Lumina Intelligence citati da Lavazza Professional, l’84% degli operatori ritiene che il food to go sarà estremamente o molto importante per la propria attività nei prossimi cinque anni.

Stazione di servizio MFG EV Power e Shell a Putney nel Regno Unito

Stazione di servizio MFG nel Regno Unito. Foto: KyleHarris1/Wikimedia Commons – CC BY 4.0

Gruppo Illiria porta “Il Tempo di un Caffè” nelle case di riposo

Un caffè al distributore automatico può diventare un’occasione per incontrarsi, raccontarsi e condividere i propri ricordi. Da questa idea nasce “Il Tempo di un Caffè”, il progetto di utilità sociale promosso da Gruppo Illiria e rivolto agli ospiti delle case di riposo.

L’iniziativa prevede che, una domenica al mese, venga offerto il caffè agli anziani e ai loro familiari attraverso i distributori automatici presenti nelle strutture coinvolte. Durante l’appuntamento vengono distribuite anche alcune cartoline sulle quali ciascun partecipante può scrivere un pensiero, una poesia o un ricordo legato al caffè.

I contributi vengono raccolti e conservati fino alla conclusione del progetto. Una selezione degli scritti, per i quali sarà stato fornito il consenso, potrà essere inserita in un piccolo volume dedicato all’esperienza. L’obiettivo è favorire la convivialità, stimolare la memoria e la creatività, rafforzare il senso di comunità e contrastare la solitudine.

Il progetto pilota ha preso il via presso la Residenza per Anziani Giuseppe Francescon di Portogruaro. "Momenti semplici come questi hanno un valore profondo: rafforzano le relazioni, creano comunità e restituiscono centralità alla dimensione umana della cura", ha dichiarato Caterina Pinelli, presidente della struttura.

Materiali del progetto “Il Tempo di un Caffè” di Gruppo Illiria per gli ospiti delle case di riposo.

Giovedì 3 settembre 2026

Ex Saeco, a Gaggio Montano 79 licenziamenti dal 1° settembre

Si chiude nel peggiore dei modi un altro capitolo della lunga crisi dell’ex stabilimento Saeco di Gaggio Montano, in provincia di Bologna. Gaggio Tech ha licenziato 79 lavoratori, che dal 1° settembre sono rimasti senza occupazione dopo la conclusione della cassa integrazione straordinaria.

I licenziamenti riguardano soprattutto donne, molte delle quali hanno più di 50 anni e vivono nei comuni dell’Appennino bolognese. Per loro la possibilità di trovare rapidamente una nuova occupazione non appare semplice, come hanno riconosciuto anche i rappresentanti sindacali.

L’unica parziale consolazione è rappresentata dai 40 dipendenti già assorbiti da Minifaber, che ha mantenuto attivo nello stabilimento il ramo dedicato alla lavorazione della lamiera. Una soluzione che ha permesso di salvare una parte dell’occupazione, ma non è bastata a evitare l’uscita degli altri 79 lavoratori.

Per il mondo del vending è un’altra pagina dolorosa della lunga crisi dello stabilimento nel quale è stata scritta una parte importante della storia italiana delle macchine da caffè. Dopo Saeco, Saga Coffee e il tentativo di rilancio con Gaggio Tech, altri 79 lavoratori sono ora costretti a ricominciare da zero.

Striscioni sindacali davanti allo stabilimento ex Saeco di Gaggio Montano, dove Gaggio Tech ha licenziato 79 lavoratori.


N-and integra Satispay tra le modalità di ricarica di coffee cApp

N-and Group ha annunciato una collaborazione con Satispay: da oggi il credito di coffee cApp può essere ricaricato anche attraverso l’app di pagamento.

coffee cApp conta oltre 2,5 milioni di utenti registrati, di cui più di 800 mila attivi ogni mese in diversi mercati europei. L’app permette di collegarsi tramite smartphone ai distributori automatici abilitati e di pagare con il credito disponibile. Le somme ricaricate possono essere utilizzate per acquistare bevande, snack e altri prodotti.

Satispay si aggiunge alle modalità di ricarica già disponibili. L’opzione viene proposta automaticamente agli utenti che hanno l’app installata sul proprio smartphone. Il network di pagamento conta 6,5 milioni di utenti e oltre 450 mila attività convenzionate.

«Nel vending la partita si gioca sull’ultimo miglio, davanti al distributore automatico. La transazione dura qualche secondo, ed è lì che una tecnologia diventa un servizio. Il nostro compito è integrare strumenti che gli utenti hanno già in tasca, senza chiedere loro di cambiare abitudini. L’integrazione con Satispay è un passo in questa direzione e non sarà l’ultimo», ha dichiarato Tarcisio Vergani, CEO di N-and Group.

«L’integrazione con coffee cApp porta Satispay in un momento preciso della giornata, la pausa, e in un contesto dove la semplicità del gesto conta quanto il prodotto nel distributore», ha aggiunto Luca Casagrande, Payment Strategic Business Development Lead di Satispay.

N-and integra Satispay tra le modalità di ricarica di coffee cApp per i distributori automatici.

Mercoledì 2 settembre 2026

Evoca recupera nel secondo trimestre: nel semestre fatturato a 182 milioni

Dopo un primo trimestre decisamente complicato, Evoca Group rialza la testa e chiude il primo semestre 2026 con ricavi per 182 milioni di euro, sostanzialmente in linea con i 184 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Il calo si riduce quindi a circa l’1,1%, mentre l’EBITDA cresce da 44 a 47 milioni di euro, +8,6%, con il relativo margine che passa dal 23,7% al 26,0%. Sono i nuovi dati finanziari pubblicati dal Gruppo sul proprio sito.

La fotografia degli ultimi dodici mesi, indicata come LTM H1 2026, mostra ricavi per 350 milioni di euro, EBITDA per 90 milioni e Pro forma EBITDA per 106 milioni. Nel 2025 gli stessi valori erano rispettivamente pari a 352, 86 e 115 milioni. Il margine del Pro forma EBITDA passa inoltre dal 32,0% del 2025 al 30,2% degli ultimi dodici mesi. Si tratta però di periodi temporali differenti e quindi questi valori non sono direttamente assimilabili al confronto semestrale.

I dati del primo semestre restituiscono dunque un quadro migliore rispetto a quello emerso dopo i primi tre mesi del 2026: fatturato quasi stabilizzato, recupero nel secondo trimestre e crescita dell’EBITDA. Resta invece da monitorare l’andamento del Pro forma EBITDA, che nella fotografia degli ultimi dodici mesi rimane al di sotto del valore registrato nell’esercizio 2025.

Evoca Group, ricavi ed EBITDA del primo semestre 2026


CONFIDA riapre nella nuova sede di via Mauro Macchi 32 a Milano

CONFIDA riapre dopo la pausa estiva nella nuova sede di via Mauro Macchi 32, a Milano, nelle immediate vicinanze della Stazione Centrale. Il trasferimento conclude un’operazione avviata nel 2025 e finanziata utilizzando una parte degli introiti legati alla vendita di una quota di Venditalia.

Il rogito per l’acquisto dell’immobile è stato stipulato il 15 dicembre 2025. I lavori, iniziati nell’aprile scorso, si sono conclusi durante l’estate, consentendo all’associazione di rispettare il trasferimento programmato per settembre 2026.

La nuova sede, più ampia e funzionale, è pronta a ospitare le attività associative previste per l’autunno: riunioni degli Organi Direttivi, Commissioni Tecniche, Gruppi Merceologici e corsi di formazione.

Sono già in calendario quattro Masterclass: “Tecniche di comunicazione efficace” il 23 settembre, “L’AI per il Marketing” il 6 ottobre, “Controllo di gestione per le aziende del vending” il 20 ottobre e “Strumenti di marketing per il vending” il 19 novembre.

Nuova sede di CONFIDA in via Mauro Macchi 32 a Milano, nei pressi della Stazione Centrale.

Martedì 1 settembre 2026

Gasolio, dal 6 settembre 5 milioni di esborso in più per il vending

Dal 6 settembre termina la riduzione delle accise sul gasolio e per le aziende del vending si prepara un conto molto pesante. Dall’analisi dei bilanci dei principali gruppi del settore possiamo stimare che il vending italiano consumi ogni anno circa 30 milioni di litri di carburante. La fine dello sconto di 17 centesimi alla pompa si traduce quindi, su base annua, in un maggiore esborso di circa 5,1 milioni di euro.

Il provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri il 26 agosto ha prorogato fino al 5 settembre la riduzione di 14 centesimi dell’accisa sul gasolio, ai quali si aggiunge l’effetto dell’Iva per un beneficio complessivo di circa 17 centesimi al litro.

Al momento non esiste ancora il provvedimento che disciplinerà la fase successiva, ma l’intenzione dichiarata dal Governo non è procedere con un’ulteriore proroga. L’obiettivo è abbandonare gli sconti generalizzati alla pompa e sostituirli con interventi selettivi destinati alle famiglie con redditi più bassi e alle categorie produttive considerate maggiormente esposte al caro carburanti.

Un sistema che difficilmente favorirà il vending. Le aziende di gestione utilizzano quotidianamente i furgoni, ma non possono contare automaticamente sulle misure riservate all’autotrasporto. Il rischio concreto è quindi che debbano sostenere interamente l’aumento, proprio mentre il prezzo medio nazionale del diesel self ha già raggiunto 2,130 euro al litro e in autostrada supera 2,20 euro.

Gestore vending in lacrime mentre rifornisce di gasolio il proprio furgone aziendale.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Negozi H24, successo di CONFIDA a Crema: ridotta di tre ore la chiusura

CONFIDA è intervenuta a sostegno di un'azienda associata, titolare di un negozio automatico H24 nel centro di Crema, dove da due anni il Comune reiterava un’ordinanza che imponeva la chiusura notturna dalle 23 alle 6.

Il 28 luglio CONFIDA e il gestore hanno incontrato l’assessore al Commercio del Comune di Crema, evidenziando il calo di fatturato subito dal punto vendita a causa della limitazione.

Dopo il confronto, il Comune ha ridotto di tre ore la chiusura, spostandola nella fascia compresa tra l’1 e le 5. L’azienda monitorerà ora i consumi per valutare l’eventuale avvio di ulteriori iniziative legali.

CONFIDA ricorda che, secondo la giurisprudenza richiamata nel comunicato, l’articolo 50 del TUEL limita questo tipo di ordinanze a un periodo non superiore a trenta giorni e non ne consentirebbe la reiterazione. L’associazione cita inoltre l’analisi dello studio legale ADR Firm, secondo la quale i ricorsi presentati dai gestori dei negozi H24 contro tali provvedimenti avrebbero una percentuale di successo dell’81%.

Mano sposta le lancette all’una davanti a un negozio automatico H24, simbolo della riduzione della chiusura notturna a Crema.

Immagine creata con intelligenza artificiale
VAI ALLE NEWS DI AGOSTO 2026

Fantavending - Dichiarazione di accessibilità - ai sensi dell'European Accessibility Act (Direttiva UE 2019/882)

Fantavending - Trasparenza sull'uso dell'intelligenza artificiale - ai sensi del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act)

Art&Works S.r.l. Via Alessandro Algardi 13 - 20148 Milano - Italia - tel +39 0248958566 P.I. 04234310961

 

Ruota il telefono
per una migliore lettura